Colombia con il fiato sospeso

La sorpresa del voto giovanile e il testa a testa all'ultimo voto. Il giornalista Alfredo Somoza commenta a Radio Caravan il primo turno delle elezioni presidenziali

di Alice Pistolesi

“Per la prima volta nella sua storia una forza di sinistra si gioca la presidenza della Colombia”.

Alcuni tratti inaspettati hanno caratterizzato il primo turno di elezioni presidenziali che si sono svolte nel Paese il 27 maggio.

Alfredo Somoza, giornalista e presidente dell’Istituto cooperazione economica internazionale di Milano, ne ha presentati alcuni ai microfoni di radio Caravan.

“Per pochissimi voti Fajardo non è finito al ballottaggio con Duque”.

E la grande sorpresa è arrivata dal voto giovanile.

“In Colombia sono state realizzate molte campagne indipendenti dai partiti per fare andare a votare i giovani. L’affluenza è stata infatti più alta della media colombiana e con ogni probabilità questo voto è stato indirizzato su Fajardo”.

Difficile quindi fare un pronostico su come andrà il 17 giugno.

“Petro può prendere voti dal centro perché si è molto moderato mentre Duque farà più fatica perché è espressione di un’ala più oltransista sia sul processo di pace che in campo economico. Si può infatti considerare un neoliberista radicale.

“Sarà decisiva questa campagna elettorale anche se c’è poco tempo. Petro dovrà parlare un linguaggio più vicino al centro per non perdere voti e magari fare un accordo con Fajardo”.

Qui sotto l’intervista integrale:

 

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