Filippine al voto: la sfida tra il figlio dell’ex dittatore e l’attivista

La candidatura di Ferdinand Marcos Jr in tandem con la figlia dell'attuale presidente Duterte spaventa gli osservatori

Le Filippine si preparano alle elezioni presidenziali del 9 maggio 2022. Il favorito è Ferdinand Marcos Jr (detto Bongbong), 64 anni, figlio di Ferdinand Marcos, Presidente dal 1965 al 1985. Durante il suo ventennale regime migliaia di oppositori politici furono picchiati, torturati, uccisi o fatti sparire. La sua famiglia venne anche accusata di aver sottratto diversi miliardi di dollari di denaro pubblico. Dopo la morte del padre, avvenuta alle Hawaii nel 1989, la famiglia di Bongbong è potuta rientrare nel Paese. Qui Marcos Jr venne eletto prima governatore della provincia di nascita e poi deputato e senatore.

Nonostante la fama, la famiglia Marcos è tuttora una delle più influenti e ricche del paese e non ha mai apertamente riconosciuto le violenze commesse. Marcos, amico e alleato dell’attuale presidente Rodrigo Duterte, si candida in tandem con la figlia dell’attuale Presidente, Sara Duterte Carpio, sindaca di Davao, una città con più di un milione e mezzo di abitanti. La Costituzione filippina impedisce infatti a Duterte padre di candidarsi per un secondo mandato.

Ferdinand Marcos Jr (foto da Facebook)

Secondo un sondaggio condotto dalla società di analisi indipendente Pulse Asia a metà febbraio, Marcos aveva circa il 60% delle preferenze delle persone intervistate, oltre 40 punti in più rispetto alla seconda candidata più apprezzata, l’attuale vicepresidente Maria Leonor Robredo. Il 25 febbraio 2021, però, nella capitale Manila e in altre città del Paese, alcune migliaia di persone hanno protestato contro la sua possibile elezione. Le proteste sono state organizzate nella giornata in cui si celebra la ‘Rivoluzione del Rosario’, ovvero la grande manifestazione che nel 1986 portò alla caduta del regime di Marcos, costringendo il dittatore e la sua famiglia all’esilio. Anche vari leader cattolici hanno espresso preoccupazione per un’eventuale elezione di Marcos, ricordando gli abusi compiuti dal regime del padre.

Molti osservatori internazionali hanno espresso il timore che una vittoria di Marcos Jr possa segnare la fine della democrazia liberale delle Filippine, già ampiamente tramortita dalla presidenza Duterte. Dall’inizio della sua amministrazione nel giugno 2016, infatti, sono state migliaia le persone provenienti per lo più da comunità povere ed emarginate uccise dalla polizia o da individui armati sospettati di avere legami con la polizia nell’ambito della cosiddetta “guerra alle droghe”. Varie organizzazioni, tra cui, Amnesty International hanno pubblicato importanti indagini che descrivono in dettaglio le esecuzioni extragiudiziali in corso e altre violazioni dei diritti umani da parte della polizia e dei suoi superiori. Amnesty ha stabilito che i crimini raggiungono la soglia dei crimini contro l’umanità. Rodrigo Duterte si è inoltre rifiutato di consentire al governo di collaborare con la Corte penale internazionale se decidesse di avviare un’indagine formale sulla sua “guerra alla droga“, anche dopo la Corte Suprema delle Filippine ha stabilito il contrario. La ong Reporter senza frontiere ha definito il Presidente come uno dei ‘predatori’ dell’informazione.

La sfidante di Marcos Jr è Leni Robredo. Avvocatessa, politica e attivista sociale, è la seconda donna a ricoprire la carica di vicepresidente delle Filippine. Nell’ottobre 2021 ha annunciato la sua campagna per la carica di presidente delle Filippine nelle elezioni di quest’anno come candidata indipendente, anche se è la leader del partito del Partito Liberale delle Filippine. Per sostenere la sua candidatura sono stati formati gruppi online non solo nel Paese ma anche all’estero: sono infatti circa 2,2milioni i lavoratori filippini all’estero.

Leni Robredo, secondo quanto riportato dal giornale nazionale Rappler (una delle realtà giornalistiche finite nel mirino di Duterte), è sostenuta dalla comunità LGBTQIA+, dagli educatori di comunità, da professionisti, da molte donne e in generale dalle fasce meno abbienti e più emarginate della popolazione. Il 20 marzo oltre 130mila persone hanno partecipato alla manifestazione in sostegno alla candidata a Emerald Avenue a Pasig City.

*In copertina la manifestazione di Leni Robredo del 20 marzo 2022 (foto da Facebook)

di Red/Al.Pi.

Tags:

Ads

You May Also Like

Mondiali: scarpette e diritti

La Campagna Abiti Puliti e la richiesta di un negoziato con Adidas che dia garanzie a chi lavora per l'azienda presente alla World Cup in Qatar 

La campagna Abiti Puliti, che si occupa del lavoro esternalizzato delle firme dell’abbigliamento e ...

Venezia, premio Mutti a Soheila Mohebi

Si rinnova anche nel 2016 la stima e l’apprezzamento per il lavoro e l’impegno ...

Tributo di sangue

Nello Yemen continua a salire il numero delle vittime. Novembre 2017 il mese peggiore

Secondo i dati raccolti dal Centro di ricerca  sulla localizzazione e gli eventi dei ...