Gaza: palloncini incendiari e raid

Botta e risposta continuo tra l'esercito israeliano e la Striscia, mentre il segretario di Stato Usa arriva a Tel Aviv e l'Egitto tenta una mediazione

Dal 6 agosto, quasi quotidianamente, Gaza è colpita dai raid aerei dell’esercito israeliano. Gli attacchi di lunedì 24 agosto, in particolare hanno preso di mira un tunnel di Hamas e alcuni punti militari. I raid sono la risposta israeliana al lancio di palloni incendiari, che secondo lo Stato Ebraico sarebbero responsabilità di Hamas, il gruppo che governa la Striscia di Gaza dal 2006. Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa gli aerei da guerra israeliani hanno preso di mira un’area a Est della città di al-Qarara, nella città meridionale di Khan Younis. Inoltre, l’artiglieria israeliana ha colpito un sito a est di Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza. L’Egitto si è posto ancora una volta come mediatore: una delegazione ha cercato di tornare ad una tregua informale, ma senza risultati.

Gli ultimi attacchi israeliani sono avvenuti poco prima che il Segretario di Stato americano Mike Pompeo atterrasse a Tel Aviv per la prima tappa di un viaggio nel Vicino Oriente. Alla base della sua visita c’è la normalizzazione dei rapporti diplomatici tra Emirati Arabi Uniti e Israele.

I palloncini e gli aquiloni sono l’”arma” comparsa nei mesi della Grande Marcia del Ritorno, tra il 2018 e il 2019. Per Tel Aviv si tratta di una minaccia alla sicurezza nazionale, per questo è stato progettato il Light Blade, un apparecchio che utilizza tecnologie laser per intercettare in un raggio di due km e spegnere i fuochi volanti. Secondo i vigili del fuoco israeliani, i palloncini hanno provocato decine di incendi di piccola entità, non pericolosi per cose o persone. Non si registrano ad oggi vittime: gli ultimi bombardamenti hanno colpito aree agricole, sempre meno accessibili ai contadini gazawi.

*In copertina foto di Simon Mannweiler, Wikimedia Commons 

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