Haiti in mano alle bande criminali

Il capobanda vuole sedere al tavolo per la pace. Il Presidente in esilio in Kenya

di Maurizio Sacchi

Haiti affonda sempre più nella violenza e nel caos. E’ senza primo ministro dal 12 marzo, quando Ariel Henry si è dimesso dopo che le bande armate gli hanno impedito di tornare dal Kenya, dove aveva firmato un accordo per l’invio di una forza di sicurezza multinazionale nel tentativo di ripristinare l’ordine pubblico.

Ora Jimmy Chérizier, noto anche come Barbecue, le cui gang criminali controllano la maggior parte della capitale Port-au-Prince, ha dichiarato che prenderebbe in considerazione la possibilità di deporre le armi se i gruppi armati potessero partecipare ai colloqui per la creazione di un nuovo governo.   “Se la comunità internazionale si presenta con un piano dettagliato in cui possiamo sederci insieme e parlare, ma non ci impone cosa dovremmo decidere, penso che le armi potrebbero essere abbassate”. Ha inoltre affermato che qualsiasi forza keniota arruolata nel Paese per rafforzare la sicurezza sarà considerata “aggressore” e “invasore”. La proposta è diretta al Consiglio presidenziale di transizione, sostenuto da altre nazioni caraibiche e dagli Stati Uniti, incaricato di elaborare un piano per riportare Haiti al governo democratico. Il portavoce delle Nazioni unite Stephane Dujarric, ha reso pubblico il messaggio del Segretario generale dell’ Onu  alle bande di Haiti di “mettere a tacere le armi”.

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, già nel  2020 si stimavano  mezzo milione di armi legali e illegali, su una popolazione di 11 milioni di abitanti. Numero che è certamente aumentato negli ultimi tre anni. Il rapporto riferisce che armi e munizioni vengono contrabbandate via terra, aria e mare da Stati americani come la Florida, il Texas e la Georgia. Ci sono stati sequestri nei principali porti del Paese, a Port-au-Prince, Port-de-Paix e Cap-Haitien. Le armi illegali sono nascoste in container di spedizione tra le donazioni di giocattoli e vestiti. 

Nel luglio 2022, le autorità haitiane hanno sequestrato un ingente quantitativo di armi e 15.000 munizioni., contenute in una spedizione proveniente dalla Florida e diretta a una chiesa episcopale di Haiti. Le frontiere di Haiti  sono 1.771 chilometri di costa e un confine terrestre di 392 chilometri con la Repubblica Dominicana, superando le capacità della polizia nazionale, delle dogane, delle pattuglie di frontiera e della guardia costiera di Haiti, gravemente sotto organico e prive di risorse e  sempre più bersaglio delle bande.

Il flusso di armi é alimentato da un equivalente flusso di dollari provenienti dal narcotraffico, in cui Haiti gioca la parte di scalo intermedio fra Sudamerica e Stati uniti. Diverse piste d’atterraggio costruite per scopi umanitari dopo il devastante terremoto del 2010, ora scarsamente monitorate, vengono utilizzate a questo scopo. Le bande criminali controllano porti, autostrade, infrastrutture, uffici doganali, stazioni di polizia, tribunali, prigioni, aziende e quartieri. Praticamente tutti i parametri dell’insicurezza, dagli omicidi, alle violenze sessuali, ai rapimenti, alle uccisioni di poliziotti e all’emigrazione dal Paese, sono in crescita.

La foto di copertina (Barbecue) e le mappe sono tratte da Wikipedia

Per partecipare, ascoltare e intervenire nella diretta web di Msf col nostro Maurizio Sacchi clicca qui

 

Tags:

Ads

You May Also Like

Il contagio della svolta autoritaria

Il  pretesto della pandemia mette in pericolo la democrazia in molti Paesi.  E in Europa il modello è guidato dall'Ungheria di Viktor Orban che agisce quasi indisturbato

di Maurizio Sacchi e Salvo Secondini Adottando misure dichiarate “di emergenza”  per affrontare il ...

Il voto nel Mali tra violenza e paura

Chiuse ieri sera le urne per il rinnovo del parlamento. Mentre il capo dell'opposizione è sotto sequestro e 200mila sfollati non hanno potuto votare

Si sono chiuse alle 18 di domenica sera le urne in Mali dove si ...

Il sultano alla conquista dell’Africa (2)

Come la strategia di Erdogan si muove dietro il nuovo conflitto in  Libia. Un  Paese trasformato in campo di battaglia dalle potenze regionali e non riunite in due coalizioni. Seconda puntata

Le forze combattenti della Libia orientale fedeli al comandante Khalifa Haftar hanno annunciato  un cessate ...