Il passato (e il futuro) dei diritti in Afghanistan

Il rapporto della Missione Onu a Kabul (Unama)  alla vigilia dell'anniversario della caduta del Paese nelle mani dei Talebani

Il 20 luglio scorso, a un mese dall’anniversario della caduta di Kabul (tra due settimane il 15 agosto),   la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama) ha pubblicato  un rapporto (Diritti umani in Afghanistan: 15 agosto 2021 – 15 giugno 2022) che delinea la situazione dei diritti umani in Afghanistan nei 10 mesi successivi all’acquisizione del potere dei talebani. Rapporto che  riassume le evidenze in merito alla protezione dei civili, alle uccisioni extragiudiziali, alla tortura e ai maltrattamenti, agli arresti e alle detenzioni arbitrarie, ai diritti delle donne e delle ragazze in Afghanistan, alle libertà fondamentali e di opinione e alla situazione nei luoghi di detenzione. Il rapporto contiene anche raccomandazioni sia alle autorità de facto sia alla comunità internazionale. Eccole di seguito nella sintesi del rapporto proposta dal sito Internet di Unama.

2106 vittime civili (700 morti, 1406 feriti) causate principalmente da attacchi con ordigni esplosivi improvvisati (Ied) attribuiti all’Isil-K e ordigni inesplosi (Uxo).
160 esecuzioni extragiudiziali, 178 arresti e detenzioni arbitrarie, 23 casi di detenzione in incommunicado e 56 casi di tortura e maltrattamenti di ex militari (Andfs) e funzionari governativi perpetrati dalle autorità de facto.
59 esecuzioni extragiudiziali, 22 arresti e detenzioni arbitrarie e 7 episodi di tortura e maltrattamenti da parte delle autorità de facto di individui accusati di affiliazione allo “Stato Islamico in Iraq e Levante – Provincia di Khorasan” (Isil-K)
18 esecuzioni extragiudiziali, 54 casi di tortura e maltrattamenti e 113 casi di arresti e detenzioni arbitrarie e 23 casi di detenzione in incommunicado di individui accusati di affiliazione con il “Fronte nazionale di resistenza” (Panjshir) 
217 casi di punizioni crudeli, disumane e degradanti eseguite dalle autorità di fatto dal 15 agosto 2021
118 casi di uso eccessivo della forza da parte delle autorità di fatto tra il 15 agosto 2021 e il 15 giugno 2022.
Violazioni dei diritti umani che hanno colpito 173 giornalisti e operatori dei media, 163 delle quali sono state attribuite alle autorità de facto. Tra questi vi erano 122 casi di arresto e detenzione arbitraria, 58 casi di maltrattamento, 33 casi di minacce e intimidazioni e 12 casi di detenzione in incommunicado*. Nel periodo sono stati uccisi anche sei giornalisti (cinque dello Isil-K, uno da ignoti).
Violazioni dei diritti umani che hanno colpito 65 difensori dei diritti umani, 64 dei quali sono stati attribuiti alle autorità de facto. Tra questi vi erano 47 arresti arbitrari, 17 casi di detenzione in incommunicado, 10 casi di maltrattamenti e 17 casi di minacce e intimidazioni.

 * Poiché un individuo può aver subito più di una violazione (ad esempio, una persona può essere stata arrestata arbitrariamente, tenuta in isolamento, torturata e/o minacciata), il numero di violazioni è superiore al numero di persone colpite.

Foto e schede sono tratte dal sito di Unama

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