La crisi nel Golfo in 10 date

Dalla firma del Trattato nucleare alla crisi di Hormuz

Il sequestro di due petroliere battenti bandiera britannica del 17 luglio da parte della marina iraniana non è che l’ultimo atto di un confronto iniziato quattro anni fa. Qui sotto un riepilogo delle tappe della crisi.

Nel 2015, il presidente iraniano Hassan Rouhani  firma un accordo con gli Stati Uniti e altre cinque potenze mondiali – il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) , Piano globale congiunto d’azione- , volto a limitare le attività nucleari iraniane, in cambio della revoca delle sanzioni, imposte a Tehran per la sua attività in tale campo.

Nel 2016 , dopo l’entrata in vigore dell’accordo, l’economia iraniana si è ripresa, e il PIL è cresciuto del 12,3%, secondo la Banca centrale iraniana.
Gran parte di questa crescita è stata destinata all’industria petrolifera e del gas, mentre per gli altri settori la crescita non ha avuto gli effetti significativi in cui avevano sperato molti iraniani. La crescita è scesa al 3,7% nel 2017, contribuendo ad alimentare il malcontento, che ha portato a dicembre alle più grandi proteste anti-governative in Iran da quasi un decennio.Quando il presidente Trump ha rafforzato le sanzioni a maggio, l’Iran ha risposto sospendendo alcuni impegni sanciti nell’accordo.
Il 1 ° luglio 2019, i media iraniani  riferiscono che è stato superato il limite di 300 kg sulla  scorta di uranio arricchito. Dichiarano che proseguiranno nella produzione, se non saranno abolite le sanzioni.
Nel maggio 2018 il presidente Donald Trump si ritira unilateralmente dall’accordo e ripristina le sanzioni statunitensi. Dichiara di volere un nuovo accordo, che avrebbe anche frenato il programma di missili balistici iraniani e il suo coinvolgimento nei conflitti regionali.
L’Iran ha rifiutato e ha visto precipitare il valore della sua moneta e il suo tasso di inflazione si è impennato con l’entrata in vigore delle sanzioni rivolte ai settori petrolifero e finanziario. L’economia iraniana è stata gravemente colpita per diversi anni dalle sanzioni imposte dalla comunità internazionale sul programma nucleare del paese.Sebbene gli Stati Uniti si siano lamentati che l’accordo non ha fatto nulla per frenare le capacità nucleari dell’Iran, gli europei dicono che sta funzionando, un fatto che l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha ripetutamente confermato.
Intanto un accordo, siglato tra i più importanti partner dell’Unione europea a inizio dell’anno è entrato in vigore: INSTEX – abbreviazione di “Strumento a supporto degli scambi commerciali”, un nuovo canale di transazione, che consentirà alle aziende europee di continuare a negoziare con l’ Iran, malgrado le sanzioni statunitensi..
“Vogliamo chiarire che non vogliamo solo mantenere vivo l’accordo nucleare con l’Iran, ma ora stiamo creando la possibilità di condurre transazioni commerciali”, ha detto il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas.. Lo strumento si avvarrà di un “libro mastro” delle importazioni e delle esportazioni, in modo che i contanti tra i partner non debbano essere gestiti dalle banche, evitando così il rischio di attirare le ire di Washington. Pertanto, i pagamenti saranno scambiati tra le società dell’UE che importano ed esportano in Iran, e lo stesso accadrà dalla parte iraniana. Quindi, tutte le parti saranno in grado di completare le transazioni senza euro in Iran, o rial in Europa.

20 giugno : i Guardiani della rivoluzione iraniani abbattono un drone di sorveglianza BAMS-D Global Hawk degli Stati Uniti con un missile terra-aria sullo Stretto di Hormuz.

il 4 luglio, a Gibilterra, la nave cisterna iraniana Grace 1 viene presa all’arrembaggio dai Royal damarines britannici al largo delle coste del territorio, e sequestrtata, in quanto sospettata di contrabbando di petrolio in Siria, in violazione delle sanzioni dell’Unione europea. L’Iran ha ripetutamente chiesto la liberazione della nave, nega l’accusa che la petroliera stesse portando petrolio in Siria in violazione delle sanzioni e dice che Gibilterra e la Gran Bretagna hanno sequestrato la nave per ordine di Washington.Il governo di Gibilterra ha dichiarato il 19 luglio : ”In una riunione privata la Corte Suprema, su richiesta del Procuratore Generale, ha prolungato il periodo di detenzione della nave per ulteriori 30 giorni, e ha fissato una nuova udienza per il 15 agosto 2019”.

17 luglio: l’Iran sequestra due petroliere – una registrata nel Regno Unito, l’altra in Liberia – nello stretto di Hormuz segnando una escalation nella situazione nel Golfo.I Guardiani della rivoluzione iraniana hanno affermato di aver portato la petroliera Stena Impero, che batte bandiera britannica, al porto di Bandar Abbas con il suo equipaggio composto da 23 membri, e funzionari iraniani la  hanno accusato di aver violato i regolamenti marittimi.
Il 20 luglio, l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana, Fars, ha detto che la nave era stata portata e che l’equipaggio è rimasto sulla nave. Nel frattempo, l’agenzia di stampa statale iraniana, IRNA, ha riferito che la petroliera è stata sequestrata a causa di una collisione con una barca da pesca iraniana. Ha aggiunto che il peschereccio ha informato l’Iran Ports and Maritime Organization, che ha avvisato le Guardie rivoluzionarie.
I proprietari di Stena Impero, tuttavia, affermano che la nave era stata “avvicinata da piccole imbarcazioni non identificate e da un elicottero durante il transito dello stretto di Hormuz mentre la nave si trovava in acque internazionali”.
Anche una seconda nave cisterna, il Mesdar, che batte bandiera liberiana ma britannica di proprietà, ha fatto un improvviso cambiamento di rotta, dirigendosi verso il porto saudita di Ras Tanura, e i dati di tracciamento hanno mostrato che si stava spostando verso Nord, in direzione della costa iraniana, prima che si spegnesse il segnale. Meno di due ore dopo, il segnale di tracciamento del Mesdar è stato riattivato. Fars, l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana, ha riferito che è stata brevemente detenuta nello stretto di Hormuz e ha ricevuto un avviso di “conformarsi alle normative ambientali”, prima di poter proseguire sulla sua strada.
L’armatore della Mesdar, con sede a Glasgow, Norbulk Shipping UK, ha confermato che la nave era stata abbordata da guardie armate, ma era stata poi autorizzata a continuare il suo viaggio. “Tutti i membri dell’equipaggio sono sani e salvi”, ha detto.

18 luglio : in una dichiarazione, il Dipartimento della Difesa ha confermato che una nave della Us Navy si stava muovendo attraverso lo Stretto di Hormuz quando è stata avvicinata da un drone ad ala fissa che “si avvicinava all’interno di un raggio minaccioso”, inducendo l’equipaggio della nave a assumere “azioni difensive. “L’Iran ha negato l’accusa.
USNI News, l’agenzia della Marina americana, afferma che è il “primo abbattimento eseguito dagli Stati Unit, grazie a una nuova generazione di armi elettroniche e armi ad energia diretta”.

20 luglio : l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana, Fars, dichiara che la nave è stata portata al porto di Bandar Abbas e che l’equipaggio è rimasto sulla nave. Nel frattempo, l’agenzia di stampa statale iraniana, IRNA, riferisce che la petroliera è stata sequestrata a causa di una collisione con una barca da pesca iraniana. Ha detto che il peschereccio ha informato l’Iran Ports and Maritime Organization, che a sua volta ha informato le Guardie rivoluzionarie.

(Red/Ma.Sa)

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