La guerra nello zaino? No grazie

La denuncia a livello nazionale dell'Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e nelle università

di Laura Tussi 

È partita la campagna pubblicitaria di zaini per la scuola con palesi riferimenti militareschi e guerreschi con frasi belliciste esplicite come ‘tutti sull’attenti’ e ‘per sentirsi sempre in missione’. Vengono proposte linee commerciali di zaini di guerra con imminente richiamo all’esercito, agli alpini e alla folgore. Si tratta di un’iniziativa della celebre e storica azienda produttrice di giocattoli ‘Giochi Preziosi’ in collaborazione con le forze armate italiane. Tutto questo in netta contrapposizione con lo spirito della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che afferma “preparare pienamente il fanciullo a avere una vita individuale nella società, educarlo nello spirito degli ideali proclamati della carta delle Nazioni Unite, in particolare in uno spirito di pace, dignità, di tolleranza, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà”.

Per questo motivo  sta prendendo posizione a livello nazionale l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università (cui dobbiamo  la foto di copertina) composto per lo più da docenti che si impegnano in attività educative alternative a questi progetti ambigui e diseducativi e di plagio e di distruzione di massa delle menti dei più fragili, ossia dei bambini e dei giovani nelle loro complessità. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università invita tutti a diffondere sui social messaggi a tema e di protesta contro la linea di zainetti dell’azienda Preziosi.

Il fenomeno della militarizzazione delle scuole e delle università. Hanno dimenticato i partigiani della pace? Attualmente assistiamo a questo fenomeno ormai sempre più dilagante in alcune scuole e anche in molte università. In questi istituti non vi è più spazio per i partigiani che conobbero la dittatura e lottarono per la pace e la libertà in uno dei ventenni più oscurantisti della storia contemporanea e nemmeno per coloro che testimoniano la trasmissione generazionale delle idee antifasciste. La scuola e l’università sono ormai il teatro più emblematico e eclatante della militarizzazione e delle forze armate che impongono i disvalori reazionari e conservatori del superego dell’eroe, del primato dell’individualismo, della violenza soprattutto, della competizione a oltranza e dell’odio per l’altro da sé e dell’annientamento dei più fragili del pianeta. Tutti disvalori di una subcultura atavica e reazionaria che sono accomunati alla mentalità dittatoriale del nostro passato prossimo europeo; basti ricordare l’istruzione o meglio la decostruzione delle menti imposta ai giovani balilla all’epoca del duce. Nel ventennio più atroce della storia contemporanea.

Con gli zaini della guerra viene sempre più imposto un clima diseducativo da caserma tramite la violazione degli ideali e dei principi delle carte dell’Onu e il tutto si ispira a questa attuale e tragica congiuntura storica che impone il fermento ideologico altamente negativo e da ripudiare con ogni mezzo culturale, ossia un mondo di guerra, di odio, di annientamento dell’altro diverso da noi. Della volontà di creare a tutti costi un nemico da uccidere. Da annientare. Possiamo chiedere in alternativa a questa tipologia di zaini un investimento nella produzione di materiale didattico che promuova invece i valori e gli ideali alti della pace della nonviolenza e del disarmo sull’esempio di grandi educatori e pedagogisti e studiosi tra cui Maria Montessori, Aldo Capitini, Danilo Dolci e sull’esempio dei grandi pacifisti Gandhi, Mandela, Martin Luther King, insieme a molte altre personalità della storia della nonviolenza che hanno lasciato una traccia indelebile nel percorso storico e evolutivo dell’umanità.

La storica azienda Giochi Preziosi disattende gravemente il proprio codice etico commercializzando la linea militarizzata di questi zaini. Ci permettiamo di ricordare inoltre e infatti che Giochi Preziosi ha un proprio codice etico che all’art. 1.2 recita: «ll gruppo Giochi Preziosi opera altresì nell’ambito dei principi posti a tutela della libertà e dignità dell’uomo dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU… la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (che) nel preambolo afferma la necessità di «preparare pienamente il fanciullo ad avere una sua vita individuale nella società, ed educarlo nello spirito degli ideali proclamati nella Carta delle Nazioni Unite, in particolare in uno spirito di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà».

Ma la violenza può diventare abitudine. Gli attivisti dei movimenti in favore della pace, del disarmo e della nonviolenza continuano a Resistere, portando avanti campagne di digiuno e di astensione dalla parola, per opporsi alle guerre e alla catastrofe nucleare. Guerre, violenza, odio, massacri, che sono atrocità trasmesse in continuazione dai media e dal mainstream ortodosso del conflitto armato, veicolati così anche e soprattutto tra i più giovani, con conseguenze altamente deleterie. E disvalori imposti dall’intero establishment, ossia l’insieme dei detentori del potere economico e politico, e dei loro sostenitori, che in un paese vigilano sul mantenimento dell’ordine costituito e occupano un posto di rilievo nella vita sociale e culturale.

 

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