L’Africa tra golpe e pandemia

Si tiene oggi ad Addis Abeba il vertice dell'Unione Africana: sul tavolo le turbolenze poltiche e la corsa alle vaccinazioni. Dall'inviato in Africa orientale

Nairobi (dall’inviato) – Migliaia di manifestanti si sono riversati ieri nelle strade della capitale del Mali, Bamako, per celebrare l’espulsione dell’ambasciatore francese (decisa da Bamako il 31 gennaio) Una decisione forte, sostenuta da manifestazioni anti francesi che balza sulle prime pagine mentre i capi di Stato e di Governo dell’Unione africana si sono riuniti oggi ad Addis Abeba per un vertice di due giorni: sul tavolo la serie di recenti colpi di Stato militari e la morsa della pandemia di Covid19. Venerdi a Bamako, in Mali – Paese espulso dalla UA – i manifestanti hanno sventolato bandiere russe e bruciato immagini del Presidente francese Emmanuel Macron, al culmine di una tensione in continuo aumento tra il Paese dell’Africa occidentale e il suo ex padrone coloniale.

La situazione si è deteriorata dopo l’arrivo di mercenari russi che lavorano per il Gruppo Wagner, la controversa società militare russa già assurta agli onori della cronaca in Libia. Le cose si ulteriormente aggrovigliate dopo il summit che si è tenuto recentemente a Roma nel quale un documento congiunto ha sancito la collaborazione tra i maggiori movimenti armati del Nord e il governo di transizione maliano. Mediazione italiana niente affatto gradita a Parigi.

Il vertice della UA

Il vertice dell’Unione africana, iniziato oggi, si tiene in una capitale già oggetto di pressioni per la guerra nel Tigrai e per la quale la UA ha creato una commissione d’inchiesta sulle presunte violazioni dei diritti umani nella regione, decisione duramente osteggiato da Addis Abeba. La UA è stata formata venti anni fa per promuovere la cooperazione internazionale e armonizzare le politiche degli Stati membri e attraversa un momento difficile davanti a ben sei colpi di stato o tentativi di colpo di Stato in Africa (l’ultimo in Guinea Bissau) negli ultimi 18 mesi.

Quattro Stati membri sono stati sospesi dal Consiglio per la pace e la sicurezza dell’UA dalla metà del 2021 a causa di cambiamenti incostituzionali di governo, l’ultimo dei quali è avvenuto in Burkina Faso, dove i soldati hanno rovesciato il presidente Roch Marc Christian Kaboré il mese scorso. Il 19 agosto 2020 il Mali è stato sospeso  a seguito del  colpo di Stato militare. Poi però  Il 9 ottobre il Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione africana aveva revocato la sospensione sostenendo che vi erano progressi per un ritorno della democrazia ma Bamako  è stata nuovamente sospesa il 1° giugno 2021, a seguito del secondo colpo di Stato militare in nove mesi.

Anche l’adesione della Guinea è stata sospesa  il 10 settembre, dopo che un colpo di stato militare ha deposto il presidente del paese Alpha Condé. L’adesione del Sudan è stata sospesa  il 27 ottobre 2021, dopo che un golpeha deposto il governo civile guidato dal primo ministro Abdalla Hamdok. Infine, il Burkina Faso è stata sospesa dall’Unione africana all’indomani del colpo di stato militare del 31 gennaio 2022. (Per una disamina dell’ondata di golpe leggi l’intervista a F. Strazzari di A. Pisolesi). 

Politica pandemia e fame

Colpi di Stato, sanzioni, economia e polemiche politiche si saldano alle preoccupazioni per la pandemia. L’Africa dovrà infatti aumentare il suo tasso di vaccinazione di sei volte per raggiungere l’obiettivo del 70% di persone completamente vaccinate fissato per giugno 2022. Lo dice un rapporto dell’Oms diffuso giovedi in cui si afferma che,anche se il continente sta registrando un numero inferiore di casi di infezioni da Covid-19 nella sua quarta ondata, ci sono solo circa sei milioni di persone che vengono vaccinate ogni settimana. Insieme al Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef), alla Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), l’OMS e i suoi partner stanno lanciando un’iniziativa per aumentare il ritmo di vaccinazioni nel continente.

 Nei giorni procedenti al summit dei Capi di Stato e di governo, I ministri degli Esteri di tre Paesi africani – Sudafrica, Uganda e Namibia – hanno chiesto una riforma totale degli organismi delle Nazioni Unite rilanciando la richiesta di assegnare dei seggi permanenti ai Paesi africani in seno al Consiglio di sicurezza. La richiesta, secondo quanto riferisce Agenzia Nova che cita l’agenzia di stampa etiope “Ena”, è arrivata giunta nel corso della 40ma sessione ordinaria del Consiglio esecutivo dell’UA. Alla viglia del vertice, una nota di Oxfam ha ricordato che la fame resta una delle sfide maggiori: in Africa una persona su 5 soffre di denutrizione e 93 milioni di persone in 36 Paesi stanno rimanendo letteralmente senza cibo.

Emanuele Giordana

I grafici sono desunti dalla pagina dell’Oms sulla regione africana

In alto nel testo, Il colonnello Assimi Goïta, uomo forte di Bamako e  presidente ad interim del Mali dal 24 maggio 2021.

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