Lula é il nuovo Presidente del Brasile

Record di donne ministro. Campo largo per la pacificazione e la stabilità

Domenica 1° gennaio 2023, Luiz Inácio Lula da Silva, 77 anni, ha giurato raccogliendo il testimone da Jair Bolsonaro. Lula ha ricevuto la fascia presidenziale, accompagnato dalla moglie Rosangela, dal leader indigeno Raoni Metuktire e da altri leader della comunità è stato accolto da una folla di sostenitori del suo Partito dei Lavoratori, vestiti di rosso, ancora in festa dopo il Capodanno.. “L’amore ha vinto l’odio. Viva il Brasile!” ha gridato il nuovo presidente, al giuramento per la terza volta nella sua vita, dopo i due mandati consecutivi tra il 2003 e il 2010.  “Non è nell’interesse di nessuno che il nostro Paese si trovi in un costante stato di fermento“, ha detto Lula, esortando i cittadini a ricostruire le amicizie distrutte da anni di discorsi d’odio e bugie. “Non ci sono due Brasile. Siamo un unico popolo”. Rosa Amorim, 26 anni, deputata del Partito dei Lavoratori dello Stato di Pernambuco, ha esultato. “Oggi il Brasile può essere fiducioso. Lula è il sogno di un Brasile per tutti!”, ha dichiarato. La giovane donna – che in passato ha guidato il Movimento dei Lavoratori Senza Terra – era una dei 300mila sostenitori del presidente giunti a Brasilia per assistere ai concerti gratuiti prima e dopo la cerimonia.

Jair Bolsonaro, il suo predecessore, non ha partecipato all’inaugurazione. Era già in Florida, dopo aver lasciato il Paese venerdì 30 dicembre. Nel corso dell’insediamento del nuovo presidente un uomo in possesso di un coltello e di esplosivo è stato bloccato dalla polizia militare all’ingresso della zona dove era in corso la cerimonia di insediamento. L’uomo è stato intercettato grazie alle perquisizioni effettuate a tutti i  partecipanti ai festeggiamenti. Durante il suo discorso di insediamento, Lula si è concentrato sulla crescente disuguaglianza, sottolineando come il 5 percento dei cittadini brasiliani abbia lo stesso reddito del restante 95. Ha anche ribadito la sua intenzione di essere il presidente di tutti i brasiliani, e che il suo governo includerà tutti i partiti politici. Il suo vicepresidente, Geraldo Alckmin, è un ex governatore conservatore, mentre nel suo gabinetto sono presenti nove partiti di tutto lo spettro politico.

Tra i 37 ministri le donne Marina Silva (Ambiente), Simone Tebet (Pianificazione) e Ana Moser (Sport) si aggiungono a Fernando Haddad (Finanze), Rui Costa (Casa civile) e José Múcio Monteiro (Difesa). Il 29 dicembre, Lula aveva presentato 16 nomi, dopo trattative  giunte fino fino a tre giorni dall’insediamento, per fare spazio a MDB, União Brasil e PSD. In questo modo, cerca di assicurarsi una base di appoggio al Congresso. Il terzo mandato di Lula inizierà con un numero record di donne nella squadra ministeriale-. In tutto sono stati confermati i nomi di 11 donne , superando  il precedente record detenuto da Dilma Rousseff (PT), insediata nel 2011 con nove ministri donna. 

Wellington Dias Wellington Dias (PT)  già  governatore  del Piauí per quattro mandati, ha vinto la disputa con Simone Tebet per lo Sviluppo sociale. Era stato preso in considerazione per il portafoglio della  Pianificazione, dopo aver diretto i negoziati per il bilancio 2023. Dias è stato incaricato di presentare a Lula le proposte depositate al Senato per Bolsa Família, Il programma di aiuti del governo Lula, Il neo-Presidente ha promesso di potenziare i trasferimenti di denaro iniziati durante il suo precedente mandato, rafforzando al contempo i programmi sociali, l’istruzione pubblica e il sistema sanitario. Ha ricordato ai legislatori che 20 anni fa, dopo la sua prima vittoria, disse che la sua missione di vita era che ogni brasiliano potesse mangiare tre pasti al giorno. Il fatto che oggi debba ripetere quell’impegno, di fronte alla crescita della miseria e della fame – che un tempo avevamo superato – è il sintomo più grave della devastazione degli ultimi anni“, ha osservato,. La sua priorità ora, ha detto, sarà quella di salvare 33 milioni di brasiliani dalla fame e 100 milioni dalla povertà.

Dopo la cerimonia, Lula ha firmato diversi decreti. Il primo che è garantisce  600 reais brasiliani al mese (120 dollari) per i 21 milioni di brasiliani più poveri. Altre misure hanno limitato la vendita di armi, che erano state allentate sotto Bolsonaro e si è impegnato a ridurre la deforestazione, un problema antico,  sia sotto Lula che sotto Bolsonaro. Il vicepresidente, a sorpresa, é Geraldo Alckmin è una figura di centrodestra di vecchia scuola: è stato in precedenza governatore di San Paolo dal 2001 al 2006 e poi di nuovo dal 2011 al 2018, il mandato più lungo in quello Stato dalla fine della dittatura militare in Brasile. È stato il candidato del Partito della socialdemocrazia brasiliana (PSDB) alle elezioni presidenziali brasiliane del 2018, quando si è classificato al quarto posto, e alle elezioni presidenziali brasiliane del 2006, quando si è classificato al secondo posto, perdendo al ballottaggio con l’allora presidente Lula, e ha votato a favore dell’impeachment di Rousseff nel 2016.

(Red/est Ma. Sa.)

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