Pace, al via la quarta Carovana StopTheWarNow

Parte oggi e raggiungerà Kiev e sarà guidata da Un Ponte Per. Il focus è sulla società civile ucraina e sul tema dell'obiezione di coscienza alla guerra

di Emanuele Giordana

E’ all’insegna di un’attenzione specifica al tema atroce quanto non raccontato dell’obiezione di coscienza e della diserzione – che riguardano cittadini ucriani come russi e bielorussi – che si muove la quarta Carovana di StopTheWarNow, una rete della società civile italiana che abbiamo seguito a Leopoli e due volte a Odessa e Mykolaiv con le prime tre missioni umanitarie organizzate da un pianeta variegato: cattolici, laici, pacifisti, non violenti, donne e uomini contro la guerra. Questa volta, se così si può dire, l’aspetto politico è forse più marcato. Un tassello che si aggiunge all’assistenza umanitaria, al trasporto di medicinali, cibo e vestiti e alla solidarietà “fisica” praticata dai carovanieri sin sulla linea del fronte.

La Carovana parte oggi  diretta a Kiev dopo una missione esplorativa svolta a luglio da un Un Ponte Per che guiderà il quarto viaggio di StopTheWarNow verso la capitale ucraina col sostegno del suo partner rumeno PeaceAction, Training and Research Institute of Romania. La missione è questa volta quella di “porre le basi per accordi di partenariato tra membri italiani della campagna StopTheWarNow e organizzazioni ucraine della società civile (inclusi i sindacati) impegnate nella costruzione della pace, l’obiezione di coscienza e la resistenza nonviolenta”, dice il manifesto che invitava a partecipare.

La Carovana appoggia la campagna di solidarietà agli obiettori di coscienza sotto inchiesta/processo da parte della Procura Generale in Ucraina (come nel caso di Ruslan Kotsaba, giornalista obiettore che rischia 15 anni di galera) ed è un pezzo di un’altra campagna attivata in Italia dal Movimento Nonviolento che chiede di sottoscrivere una dichiarazione di obiezione di coscienza alla guerra da inviare alle autorità italiane. Un tassello che si inserisce nell’iniziativa delle già citate IFOR, WRI, EBCO, Connection e.V. – sostenuta da circa 60 altre organizzazioni per la pace in Europa – che ha formulato una proposta di risoluzione che chiede al Parlamento Europeo e all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa di garantire che i militari che hanno evitato o disertato il servizio militare (disertori, obiettori o evasori della leva) ottengono asilo in Europa. Ucraini, russi e bielorussi. La Carovana tornerà in Italia il 3 ottobre e partirà questo lunedi come sempre da Gorizia dove il convoglio si riunirà dopo l’arrivo di auto e pulmini da varie parti d’Italia: un viaggio attraverso l’Europa orientale di quasi 2mila chilometri con tappa a a Chernivtsi in Romania (dove si trovano molti profughi) e dove il 28 settembre ci sarà un’azione simbolica in contemporanea al processo a Ruslan Kotsaba che dovrebbe svolgersi online.

StopTheWarNow è una rete nata quest’inverno che ha ormai raggiunto oltre 170 associazioni italiane impegnate a diverso titolo in percorsi di pace e in azioni di solidarietà internazionale nonviolente, politiche e umanitarie (anche Atlante delle guerre vi ha aderito). La rete è nata per lanciare un messaggio di solidarietà e di opposizione al conflitto in Ucraina e per costruire insieme un’alternativa alla logica della guerra. È stata promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, Pro Civitate Christiana e dalle reti nazionali Focsiv, Aoi, Rete Italiana Pace e Disarmo, Libera contro le mafie. Ha due presenze stabili in Ucraina (Leopoli e Odessa) e ha già organizzato tre carovane con aiuti materiali nei mesi seguiti all’invasione russa del 24 febbraio.

In copertina e nel testo, attivisti di StopTheWarNow durante la seconda  carovana a Odessa-Mykolaiv

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