Qatar, l’Italia ai mondiali ma senza pallone

Le Forze Armate italiane saranno schierate in Qatar per garantire la sicurezza. Undici milioni il costo della missione

Luciano Bertozzi

Le Forze Armate italiane saranno schierate in Qatar per garantire la sicurezza dei Mondiali di calcio che si svolgeranno dal 28 novembre al 15 dicembre di quest’anno. 560 soldati con 46 mezzi terrestri, un mezzo navale e due aerei stanno per essere inviati nel Paese arabo Il Governo Draghi, con uno degli ultimi atti ha inserito, infatti, anche questa fra le missioni militari all’estero La spedizione costerà allo Stato ben undici milioni di euro di cui 3,5 enon ha un termine di scadenza e sembra dunque poter andare ben oltre i Mondiali di calcio.

L’evento sportivo “potrebbe essere oggetto di attività ostili di natura militare o terroristica – afferma il provvedimento governativo – condotte da stati terzi attori non statuali, organizzazioni terroristiche transnazionali o singoli individui. I vertici qatarini hanno espresso l’auspicio, quindi, che l’Italia e un ristretto numero di Paesi segnatamente Francia, Regno Unito, Usa e Turchia – possa contribuire a garantirne la protezione”. L’apporto italiano consiste in una fase di pianificazione congiunta per la stesura del piano di difesa svolta nel Paese arabo. Durante la fase operativa saranno schierati in loco e nelle acque prospicienti un nucleo nazionale interforze costituito da assetti chimico, batteriologico, radiologico e nucleare: anti dispositivi esplosivi improvvisati: anti droni, reparti cinofili e una nave con elicotteri imbarcati per scongiurare attacchi aerei. La richiesta di supporto alle attività di difesa dei Mondiali “si configura come il naturale corollario e coronamento di una collaborazione tecnico-operativa e industriale avviata da anni nel settore della difesa”.

La missione non ha avuto oppositori in Parlamento ma Amnesty International ritiene inaccettabile – si legge in un comunicato – il supporto militare offerto dall’Italia ad un Paese colpevole di sfruttare fino allo stremo centinaia di migliaia di lavoratori migranti dal 2010, anno in cui gli venne assegnata la Coppa del Mondo. Nel Rapporto di maggio 2022 intitolato “Prevenibile prevedibile: perché FIFA(Federazione internazionale del calcio) e Qatar dovrebbero rimediare agli abusi dietro la Coppa del mondo 2022”. Amnesty aveva dichiarato che la FIFA avrebbe dovuto mettere a disposizione almeno 440 milioni di dollari per risarcire centinaia di migliaia di lavoratori migranti vittime di sfruttamento. L’Associazione riconosce qualche progresso relativo alle iniziative intraprese dal Comitato organizzatore dei mondiali ed alle riforme adottate dalle autorità del Qatar, ma la limitata portata e la scarsa applicazione delle stesse ha fatto sì che le violazioni proseguissero e che i migranti avessero avuto scarso accesso alle riparazioni previste.

Amnesty ha anche chiesto al Parlamento di rivedere l’autorizzazione alla missione nell’ottica del rispetto dei diritti umani e non degli interventi economici. Sussiste il rischio di possibili repressione, da parte delle autorità locali della comunità Lbgtquia+ e di proteste pacifiche. La risposta? Nessuna. Il Paese arabo è un importante partner e l’Italia cerca di renderselo amico. Doha è stato negli anni 2021, 2019 e 2018 il principale acquirente di armi italiane, con importo complessivo di 7,5 miliardi di euro. Leonardo ha venduto 6 aerei addestratori M-346 ma che possono anche essere armati con bombe o missili, 24 velivoli Eurofighter, e ha fornito due elicotteri navali. La formazione dei piloti di aerei ed elicotteri avviene in Italia a Galatina (Lecce). Fincantieri sta fornendo alcune navi per un valore globale di quattro miliardi di euro.

L’Italia è molto interessata anche agli idrocarburi di cui Doha è un importante produttore. ENI e Qatar Energy hanno firmato recentemente un accordo con cui per partecipare al più grande progetto mondiale per l’estrazione del gas naturale liquefatto, anche se questa iniziativa si pone in contrasto con la lotta al cambiamento climatico.

L’immagine di copertina è tratta dal sito ufficiale dei Mondiali in Qatar (Fifa)

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