Sudan, ancora uno sciopero generale

Le Forze per la libertà e il cambiamento lanciano un nuovo ultimatum ai militari che intanto continuano la repressione

Un nuovo sciopero generale in vista mentre non si ferma la repressione dei militari in Sudan. Lunedì 1 luglio, in occasione del trentesimo anniversario del golpe che portò al potere l’ex presidente Omar al-Bashir, l’opposizione civile aveva invitato i manifestanti ad una nuova grande manifestazione che ha provocato ancora una volta vittime (pare siano sette i morti accertati) e almeno duecento feriti.

In seguito  le Forze per la libertà e il cambiamento (Ffc) hanno diffuso un comunicato con un nuovo ultimatum alla giunta militare nel quale si chiede la consegna immediata del potere a un’autorità transitoria a guida civile composta da un Consiglio sovrano, un Consiglio dei ministri con pieni poteri esecutivi e un’Assemblea legislativa e una commissione d’inchiesta indipendente con supervisione Onu sui civili uccisi in piazza da quando l’11 aprile il Consiglio militare di transizione ha preso il potere.

La coalizione che racchiude le sigle dell’opposizione e della società civile in Sudan ha poi annunciato che il 14 luglio, se il Tmc (consiglio militare di transizione) sarà ancora in carica, ci sarà un nuovo sciopero generale. Intanto l’Unione africana e Autorità intergovernativa per lo sviluppo stanno ancora cercando una mediazione tra le due parti per far ripartire i negoziati interrotti nel sangue attraverso la proposta di alternare ogni 18 mesi la leadership della presidenza. Pare però che il Consiglio militare abbia già respinto le proposte dell’opposizione e dell’Unione Africana.

di Red/Al.Pi.

*L’immagine è tratta dalla pagina Facebook del Sudanese Congress

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