Svolta in Spagna, l’Eta si scioglie. Ecco cosa cambia

ll gruppo separatista si è sostanzialmente suicidato. Di questa "morte annunciata" ci parla il professor Gennaro Carotenuto, docente di storia contemporanea dell'Università di Macerata. Il professore in collegamento telefonico con Caravan

di Andrea Tomasi

«Il ciclo storico della lotta armata è finito». Verranno sciolte tutte le strutture dell’Eta, l’organizzazione che in Spagna ha seminato il terrore in nome dell’indipendenza dei Paesi Baschi. La decisione è definitiva. L’Eta- è stato detto – «non serve più».

I quasi 400 militanti che si trovano in carcere hanno discusso e scelto la via dell’accordo, che sarà formalizzato nei prossimi giorni. È stato diffuso un video ed è stata una fatta una conferenza stampa internazionale a Bayonne, nella zona francese dei Paesi Baschi.

Eta è acronimo di «Euskadi ta Askatasuna» (Patria basca e libertà, in euskera).

La reazione del governo di Madrid è stata molto chiara. Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha dichiarato: «Non gli dobbiamo niente e non dobbiamo riconoscergli niente. Qualsiasi cosa facciano non avranno mai alcuna impunità per i loro crimini».

Il bilancio in numeri è fatto di 60 anni di lotta armata, 853 morti, più di 2000 feriti. È una scia di sangue, per usare l’immagine utilizzata dal Fatto Quotidiano, che a partire dal 1958 ha segnato la storia della Spagna.

Poche settimane fa i separatisti dell’Eta avevano inviato una lettera di scuse alle famiglie delle vittime: «Abbiamo causato molto dolore e danni irreparabili. Vogliamo mostrare il nostro rispetto per i morti, i feriti e le vittime delle azioni dell’Eta. Siamo sinceramente pentiti». E ancora: «Sappiamo che, costretti dalla necessità di qualsiasi tipo di lotta armata, la nostra azione ha danneggiato i cittadini senza alcuna responsabilità. Abbiamo anche causato gravi torti che non sono riparabili. Ci scusiamo con queste persone e con le loro famiglie». Le scuse però sono state respinte al mittente.  La presidente dell’Associazione delle vittime del terrorismo (Avt), Maria del Mar Blanco ha parlato di «un nuovo passo» dell’Eta per «annacquare le sue responsabilità» e di «riscrivere la storia».

Durante la seconda guerra mondiale – ricorda Wikipedia – fu stabilito un governo basco in esilio da parte del Partito Nazionalista Basco, con sede a New York, che tentò di schierarsi con gli Alleati e di ottenere riconoscimento e supporto dagli Stati Uniti, ma con la fine della guerra Francisco Franco si schierò con gli Stati Uniti nel contesto della Guerra fredda e spense le possibilità del Partito Nazionalista Basco di ottenere risultati concreti.

Nel 1959, alcuni giovani nazionalisti fondarono il gruppo separatista Eta, che presto adottò una politica rivoluzionaria marxista. Ispirati da movimenti tipo quelli di Castro a Cuba e di Ho Chi Minh in Vietnam, il gruppo mirava a stabilire un paese indipendente socialista attraverso la lotta armata. I primi assassinii politici sicuramente attribuibili all’Eta sono del 1968 e tuttora è l’unico gruppo politico in Spagna che supporta la violenza nell’ambito dell’azione politica. Dal punto di vista ideologico, sebbene non abbia respinto l’idea della razza come elemento caratterizzante del popolo basco, sottolinea maggiormente l’importanza della lingua e dei costumi.

ll gruppo separatista basco si è sostanzialmente suicidato. Di questa “morte annunciata” ci parla il professor Gennaro Carotenuto (nella foto sopra), docente di storia contemporanea dell’Università di Macerata. Ecco qui sotto un estratto dell’intervista telefonica che Carotenuto ha rilasciato a Caravan. Nelle prossime ore vi proporremo la versione integrale.

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foto di apertura tratta da Pinterest

 

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