Uganda, a Bidi Bidi. Il campo – città

di Giorgia Stefani e Elisabetta Bozzarelli

Oggi è arrivato a Rhino Camp un carico di aiuti della cooperazione italiana. Domenico Fornara, ambasciatore italiano in Uganda, ha voluto partecipare all’arrivo degli aiuti al campo profughi. Sono stati distribuiti alcuni aiuti, molti altri saranno dati nei prossimi giorni alle persone più bisognose.

Ma oggi è stata anche la giornata della visita a Bidi Bidi, il più grande campo profughi al mondo, 285.000 persone presenti, lungo 50 km.

Andando da Rhino Camp a Bidi Bidi passiamo per Invepi, il nuovo campo profughi che sta sorgendo perché ormai quelli presenti sono al limite. Passando di li ci fermiamo da un nucleo stabilitosi dall’aprile di quest’anno. C’erano donne, un unico uomo con loro perché disabile. Ci raccontano del problema nel recuperare il cibo, perché troppo distante.

I campi qui sono delle distese silenziose di capanne o piccole tende fatte con i teli di plastica delle Nazioni Unite. I bimbi hanno la malaria, altri soffrono di diarrea, una di loro sta aspettando un bambino. Ci chiedono di pregare per loro, altro non sanno. In questa situazione di disperazione sperano che qualcuno da lassù le guardi.

Arriviamo a Bidi Bidi, ci rechiamo al centro di distribuzione delle derrate alimentari. Una volta al mese una persona per nucleo familiare si reca al centro del world food program e riceve sorgo, olio di palma , farina di mais integrata con soia e fagioli. Le persone sono contente: si mangia!

Ognuno con la sua storia, ognuno con le sue speranze. Sperano che il Sud Sudan torni in pace, per fare ritorno e magari vedere se chi hanno lasciato al di là del confine è ancora vivo.

La loro speranza è anche la nostra. La loro speranza è il nostro impegno per non far morire questa speranza.

22 giugno 2017

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