Elezioni contestate, arresti e manifestazioni in Venezuela

C’è chi la considera una vittoria per Maduro, chi una elezione truccata e vittima dei brogli. Quello che è certo è che rimane tesa la situazione in Venezuela.

Nelle discusse votazioni volute dal presidente per eleggere l’Assemblea Costituente che avrà il compito di scrivere la nuova carta costituzionale del Paese, sono andate a votare 8 milioni di persone. I sostenitori di Maduro hanno salutato questo risultato come eccezionale. Si tratterebbe di un numero record, superiore a quello delle elezioni dello stesso Maduro, quando andarono a votare in 7,5 milioni.

Non la pensano così invece l’opposizione e il presidente del Parlamento venezuelano, Julio Borges che ha annunciato che richiederà alla Procura di aprire un’indagine sulla “manipolazione” dei risultati elettorali. I presunti brogli sono infatti stati denunciati dalla società Smartmatic.

Dopo le votazioni continuano poi gli arresti: in manette sono finiti due leader dell’opposizione, il sindaco di Caracas Antonio Ledezma e Leopoldo Lopez.

E per oggi è prevista l’ennesima manifestazione di protesta a Caracas convocata dall’opposizione. Ad annunciarla il vicepresidente del Parlamento, Freddy Guevara, con un messaggio su Twitter nel quale ha chiamato a “sfilare contro la truffa costituzionale”, nello stesso giorno “in cui la dittatura pretende istallare la Costituente fraudolenta”.

Gran parte di mondo, in primis Stati Uniti, Unione Europea, si è schierato contro il presidente con la minaccia di sanzioni e isolamento. Maduro ha invece incassato il sostegno della Russia.

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