Burkina Faso, i civili target principale

Stragi nei villaggi all'ordine del giorno. Ma Hrw mette sotto accusa anche l'esercito di Ouagadougou

di Sarvish Waheed


Circa 170 persone sono state uccise – ultima ma non unica strage in ordine di tempo –  negli attacchi contro tre villaggi nel Nord del Burkina Faso una settimana fa. Lo ha detto il magistrato e regionale Aly Benjamin Coulibaly che ha dichiarato domenica di aver ricevuto notizie sugli attacchi contro i villaggi di Komsilga, Nodin e Soroe nella provincia di Yatenga il 25 febbraio, con un bilancio provvisorio di “circa 170 persone giustiziate”. Aumenta la violenza  in Burkina Faso, Paese vittima di una guerra intestina di stampo terroristico. Con la fine del 2023 c’è stata la conferma, malgrado le azioni e i contrattacchi governativi, che i gruppi jihadisti che risiedono all’interno hanno in mano un arsenale pericoloso e cellule sparse su tutto il territorio.

Il controllo di quest’ultimi, su grande parte del Paese, ha portato il Presidente ad interim Ibrahim Traorè a usare il pugno di ferro. Tuttavia la situazione è parecchio complessa: i terroristi sono ben radicati nel territorio da più di dieci anni dopo gli attacchi in Mali, e in generale in tutto il Sahel. L’occhio internazionale ha però criticato in maniera decisa le operazioni condotte dal governo locale. L’organizzazione non governativa Human Rights Watch, da gennaio 2024, si è fatta portavoce di una battaglia non indifferente circa le vittime di questa guerra. Gli attacchi sotto accusa sono tre e sono operazioni che hanno fatto uso di droni. I morti, sempre secondo Human Rights Watch, ammonterebbero ad un totale di 60 civili. I primi due raid hanno preso di mira due mercati affollati, mentre l’ultimo un funerale.

Human Rights Watch sostiene di aver investigato, intervistato e analizzato video e fotografie relative alle esplosioni. “L’esercito del Burkina Faso ha fatto uso di armi sofisticate per attaccare numerose persone, causando tantissime vittime civili e venendo meno alle leggi del diritto internazionale”, hanno detto in un report da loro redatto. I canali di informazioni del Paese, il 3 agosto 2023, riportarono che ci fu una operazione aerea di grande successo contro un gruppo terroristico nella città di Bouro. La rete nazionale RTB ha mostrato i video, tuttavia i civili informarono Human Rights Watch che 28 civili erano rimasti uccisi e tanti altri feriti.

Il 18 novembre 2023 un drone ha attaccato un mercato affollato vicino alla città di Boulkessi, uccidendo 7 civili. È noto che in tutte e due le città citate fossero presenti gruppi vicini ad Al-Qaeda. Sempre nel novembre 2023 un drone dell’esercito nazionale ha attaccato una tenda nella città di Bidi. Si trattava di una cerimonia funebre dove centinaia di persone si erano radunate. L’attacco ha lasciato a terra 24 uomini e 1 ragazzo minorenne. Il 25 febbraio 2024 le violenze contro la popolazione locale sembrano non avere fine. 170 persone infine sono state giustiziate in tre villaggi: Komsilga, Nodin e Soro nella provincia di Yatenga. Ma di quest’ultima strage, chi sono i responsabili?

Come comunicato dal procuratore Aly Benjamin Coulibaly infatti, non è ancora noto chi siano i mandanti – anche se le accuse principali potrebbero ricadere sui jihadisti (nda). Una investigazione è in atto, si evince dalle ultime informazioni che anche donne e bambini sono stati, purtroppo, i target di questi crimini. Lo stesso giorno, nella città di Essakane, è stata presa d’assalto una comunità durante un rituale in chiesa. La regione è abitata in maniera assidua dai terroristi e dai ribelli e non è nuova ad atrocità come esecuzioni sommarie e rapimenti. La sparatoria ha ucciso 12 civili immediatamente, mentre altri 3 sono morti dopo in conseguenza alle ferite riportate.

“In queste circostanze terribili, vi chiedo di pregare per i deceduti, per la guarigione dei feriti e perché chi ha subito dei lutti, trovi la pace…” ha detto il vicario Jean-Pierre Sawadogo. Sempre il 25 febbraio 2024, giorno nero per il Burkina Faso, a Natiaboani sono morte una dozzina di persone durante un attacco in una moschea locale.

 

 

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