Darfur: riparte la violenza

Nella Regione sudanese sono ripresi si scontri. L'Ocha conta oltre 40mila sfollati mentre il governo di transizione invia l'esercito

Sono riprese, dagli ultimi giorni del 2019, le violenze nello stato del Darfur, in Sudan. Secondo quanto riportato dal portavoce dell’Ocha (l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari), Jens Laerke, gli scontri tra le comunità a El Geneina, la capitale del Darfur Occidentale, avrebbero, dalla fine di dicembre 2019, ucciso almeno 54 persone, ferite 60 e provocato 40mila sfollati. Gli sfollati vivono in condizioni precarie: per questo diverse organizzazioni non governative hanno chiesto a Khartoum interventi urgenti. Alle Nazioni Unite sono stati poi segnalati attacchi a campi per sfollati e numerose case date alle fiamme.

A seguito degli scontri il governo di transizione di Khartum ha deciso di inviare l’esercito per placare le tensioni. Stando a quanto scrive africarivista.it le violenze sono scoppiate nel Darfur Occidentale quando membri dell’etnia masaleet (africana) si sono scontrati con pastori arabi. Pare che la scintilla che ha fatto scoppiare l’incendio sia stata l’uccisione di un membro di una tribù araba vicino al campo di Krinding. Le autorità locali hanno immediatamente dichiarato il coprifuoco ad al-Geneina e hanno chiuso tutte le istituzioni governative, le scuole e i mercati.

Pare che le violenze siano riprese perché è saltato l’accordo di pace siglato nel settembre 2019 tra le tribù Beni Amer e i gruppi Nuba del Nord Kordofan. Accordo è stato fortemente voluto, anzi, più probabilmente imposto, da Mohamed Hamdan Dagalo, vice presidente del Consiglio di transizione ed ex capo dei Janjaweed, la milizia responsabile delle peggiori atrocità durante la guerra nel Darfur.

Durante il conflitto in Darfur iniziato nel 2003 tra il governo, i loro miliziani alleati e gruppi ribelli, le Nazioni Unite hanno stimato che circa 300mila persone hanno perso la vita e 2,7 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case. Proprio per i crimini commessi in questa guerra l’ex presidente al-Bashir, destituito a causa delle pressioni popolari nel corso del 2019, era stato incriminato dalla Corte Penale Internazionale nove anni fa.

di red/Al.Pi.

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