«Ecco perché ci facciamo esplodere»

di Ilario Pedrini

Come nasce l’Isis? Perché si sta assistendo ad una serie di attentati suicidi in Europa (in Francia in particolare)? Perché il «Califfato» è arrivato all’uso delle bombe? Riportiamo qui il punto di vista di Ferdinando Imposimato, magistrato, politico e avvocato italiano, presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione. Si occupa di difesa dei diritti umani. Dalle pagine de Il Ponte espone il proprio punto di vista in merito alle radici del terrorismo islamico nel Vecchio Continente. Raidici profonde, dice. «La Guerra all’Iraq del 2003 di Usa, Gran Bretagna e Francia non fu guerra contro il terrorismo di Saddam Hussein, ma di conquista. Non fu effetto dell’11 settembre 2001 in quanto fu decisa prima dell’attacco alle torri gemelle. Ed è stata proprio quella guerra la causa della crisi e del dilagare del terrorismo nel mondo. L’ex presidente George Bush e Tony Blair hanno ammesso l’errore». Il 2 dicembre 2008, Bush ammise che l’intervento bellico fu viziato «da informazioni di servizi di intelligence infondate» sulla presenza di armi di distruzione di massa in Iraq. Nel Paese che un tempo veniva governato da Saddam Hussein la «guerra di liberazione» causò la morte di un milione di civili. «È stato bruciato più di un trilione di dollari e la crisi economica che sconvolge il mondo intero è la tragica conseguenza di una guerra ingiusta spacciata per lotta al terrorismo. In Iraq non c’erano armi di distruzione di massa». Il 25 ottobre 2015 anche Tony Blair chiese perdono per quella decisione. E riconobbe che «ci sono elementi di verità nella teoria di un legame tra l’invasione irachena e l’ascesa dello Stato islamico». Servì a conquistare le «risorse petrolifere del Medio Oriente» e a «sostenere l’industria bellica americana che fattura da sola 450 miliardi di dollari l’anno. Imposimato scrive che «il governo italiano, presieduto da Silvio Berlusconi, con il sostegno dei servizi segreti, fu il principale sostenitore in Europa della posizione americana sull’Iraq. Su queste basi nacque l’IS cui aderirono i seguaci di Hussein». E ancora: «Quella guerra infame del 2003 fu l’inizio di una crisi mondiale di cui milioni di persone in Medio Oriente, Africa, Europa e Italia pagano oggi le conseguenze terribili. Ma non ci sarà nessuna Alta Corte che giudicherà per questo Bush, Blair e i loro collaboratori per crimini contro l’umanità, così come resteranno impuniti i governi occidentali che hanno sostenuto l’intera operazione». Insomma, secondo il magistrato, l’ondata di terrorismo jihadista, soprattutto in Francia, deve essere analizzata considerando questo «pèeccato originale». La Franncia – dice – ha delle responsabilità maggiori, che si trascinano negli anni (senza contare il passato coloniale dei transalpini). Imposimato si sofferma sulle responsabilità dell’Eliseo in materia di interventi bellici nelle terre dove oggi domina il «Califfato». Parla delle responsabilità dell’attuale governo di François Hollande e del ruolo dei servizi segreti americani. «Da Parigi il 26 maggio 2015 la Presse diffuse un sondaggio: “Tre francesi su quattro non credono che François Hollande sia un buon presidente”. In tre anni di presidenza, la popolarità di Hollande era scesa ai livelli minimi. Nessuna delle promesse fatte era stata rispettata (…) Ma l’attacco di novembre segnò una svolta a suo favore. Riprese quota con i suoi devastanti ordini di intensificare i bombardamenti in Siria e Iraq (…) Guai a pensare che in Francia coloro che imbracciano le armi in nome dell’Islam siano spinti solo da fanatismo religioso. La componente religiosa è importante, ma si unisce a una motivazione sociale e politica più profonda che oppone i partigiani della lotta armata a un potere che essi giudicano empio, corrotto e ingiusto». E infine: «Il governo mondiale è descritto nel Rapporto RSDIZ n 230 del 05.06.1967 che ha per oggetto “Gruppi di pressione internazionale in Occidente”». Cita il rapporto: «La Cia, in origine progettata come organismo informativo per la politica estera del capo della Casa Bianca, si è trasformata in una forza di sovversione che si insinua negli affari interni degli altri Paesi».

 

 

Testi tratti da «La grande menzogna», Roma, Koinè, 2005
«Enduring Freedom», 24 settembre 2014.

Guerra terrorismo e diritti umani. La nascita dello Stato islamico

foto tratta da www.dailymail.co.uk

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