Frontiera Usa, respinti gli haitiani

Mentre vengono espulsi e rimpatriati i  migranti fa scandalo un video in cui vengono picchiati a frustate da agenti a cavallo. La continuità Biden-Trump e il discusso "titolo 42"
Fermo immagine della scena alla frontiera tratto da un video di The Guardian

300 haitiani sono sbarcati domenica  a Port-au-Prince. Sono solo  i primi di circa 15mila migranti espulsi dagli Stati uniti, e che si trovano da 5 giorni ammassati in un accampamento tra  Ciudad Acuña, nel Coahuila (Messico), e la città texana di Del Río. Un accampamento composto principalmente da Haitiani, che hanno raggiunto la terraferma in Messico o in Centroamerica, nel tentativo di sfuggire a una crisi senza precedenti nella loro sventurata isola, che è da sempre il più povero degli Stati delle Americhe. Una situazione  che ha fatto reagire molti esponenti politici tra cui la stessa Vicepresidente Kamala Harris intervenuta sul / scrive il Guardian di Londra /  trattamento dei migranti haitiani al confine tra Stati Uniti e Messico che sono stati rinchiusi da agenti di pattuglia di confine statunitensi a cavallo. Interrogata martedì sui video che mostravano i maltrattamenti, la  Vicepresidente ha detto che : “Quello che ho visto, come quegli individui a cavallo  trattavano gli esseri umani,  è stato orribile”. Si riferiva a un video in cui  la guardia di frontiera americana a cavallo  respinge a frustate migranti indifesi che tentano di passare a guado il Rio Grande per raggiungere il territorio texano.

All’arrivo dei primi tre voli, i funzionari haitiani hanno mandato un’impellente richiesta agli Stati uniti di concedere una “moratoria umanitaria“, poiché il loro Paese è reduce dall’assassinio del suo presidente  Jovenel Moïse in luglio e da unt erribile  terremoto in agosto che ha fatto 2.200 vittime. Il Parlamento di Port-au-Prince è in tale crisi, che al momento sono solo 11 i parlamentari eletti ancora in carica. Migliaia di haitiani accampati sotto e vicino a un ponte nella città di Del Rio hanno intanto affrontato anche martedì un’intensa operazione di espulsione dagli Stati Uniti, con sei voli verso la loro patria.

La linea del governo Biden rimane intransigente, esattamente come quella del suo predecessore Donald Trump. Il segretario alla sicurezza interna Alejandro Mayorkas, recatosi a Del Rio, ha dichiarato che coloro che entrano illegalmente negli Stati Uniti saranno deportati: “Il loro viaggio sarà stato inutile, e avranno messo in pericolo la loro vita e quella delle loro famiglie”. Sempre dalla frontiera, il capo della Pattuglia di frontiera  Raul Ortiz ha detto in una conferenza stampa domenica che 3.300 persone erano già state respinte e che altrettante sarebbero state espulse nelle seguenti 24 ore. “Continuiamo a far rispettare il titolo 42“, ha detto Ortiz. 

Il titolo 42 è un’eccezione alla legge che prevede il diritto dei migranti a presentare domanda di status di rifugiato, e che ne permette la deportazione immediata. Questa eccezione alla legge è stata introdotta da Donald Trump  con il pretesto della pandemia per rendere più difficili le procedure di richiesta di ingresso legale. A questo discusso articolo sta facendo ricorso l’attuale amministrazione, benchè   il 16 settembre un giudice federale la abbia dichiarata  probabilmente illegale  e non necessaria, vista “la ampia disponibilità di vaccini e di altre misure di contenimento”. La cittadina di Del Rio è stato il secondo varco di accesso agli Usa dopo la valle del Río Grande. Secondo i registri della direzione di Dogana  a stelle e strisce *Cbp( è circa 1 milione e mezzo il numero dei respingimenti di quest’anno.

 

Se Haiti rappresenta l’emergenza del momento, la pressione migratoria dal Sud sulla frontiera degli Usa non fa che salire. Almeno 70mila migranti, 13mila dei quali bambini, hanno attraversato quest’anno la foresta del Dariénche separa la Colombia da Panama,  quanti ne sono passati negli ultimi cinque anni. Il dato è stato reso noto dalla Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ifrc), che ha sottolineato la necessità di proteggere e assistere queste persone, che spinte dalla necessità decidono di attraversare “una delle rotte migratorie più pericolose del mondo”. Oltre che da Haiti, i migranti provengono da Venezuela, Cuba, e da altri Paesi del Sudamerica, e si uniscono alle decine di migliaia che tentano di fuggire dai Paesi dell’istmo del Centroamerica.

Immagine da Unsplash

(red/Ma/Sa)

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