Kirghisistan-Tagikistan: il confine della discordia

Nuovi scontri sulla frontiera contesa, mentre la Russia si offre di mediare. Il nodo idrico

Resta un confine caldo quello tra Kirghizistan e Tagikistan, nel cuore dell’Asia Centrale. Un nuovo scontro, avvenuto il 13 settembre, alla vigilia di una riunione dell’organismo di sicurezza regionale,  pare sia iniziato dopo che le guardie di frontiera kirghise hanno accusato i tagiki di aver preso posizione in una parte del confine ancora non delimitato.

Più di un terzo della frontiera, lunga mille chilometri rimane tuttora da definire ed è oggetto di disputa. Un tratto interessante di questa contesa è che, a differenza di altre situazioni del mondo ex sovietico, sia il Kirghizistan che il Tagikistan sono alleati con la Russia e ospitano basi militari. 

In questo ultimo scontro funzionari della guardia di frontiera kirghisa hanno accusato le forze tagike di aver aperto il fuoco su molti dei suoi avamposti. La guardia di frontiera ha detto che le forze kirghise hanno risposto al fuoco venerdì mattina, aggiungendo che le forze tagike stavano usando carri armati e mezzi corazzati per il trasporto di personale e mortai. Da parte sua, il Tagikistan ha accusato le forze del Kirghizistan di aver bombardato uno dei suoi avamposti e sette villaggi con “armi pesanti”. Secondo le autorità della città tagika di Isfara un civile è stato ucciso e tre feriti, hanno detto le .

La Russia ha subito invitato i due Paesi ad adottare misure urgenti per riportare sotto controllo la situazione al confine e si è offerta di mediare il conflitto. Ma scontri simili alla frontiera accadono spesso. Generalmente, come nel giugno 2022, la tensione resta ma le armi vengono messe a tacere in pochi giorni. Lo scorso anno, invece, si è sfiorata la guerra. Tra aprile e maggio 2021, infatti, c’erano state sparatorie, scontri serrati e un accumulo di truppe al confine. I morti erano stati 49.

Gli scontri erano scoppiati lungo il confine tra la provincia di Sughd del Tagikistan e la provincia meridionale di Batken del Kirghizistan a causa di una disputa su un bacino idrico e una pompa, rivendicata da entrambe le parti, sul fiume Isfara. La questione idrica resta infatti centrale ed è uno dei motivi che rende così difficile la definizione del confine. Nel 2021, oltre alla guardie di frontiera, gli abitanti dei villaggi delle parti opposte avevano contribuito alla violenza lanciandosi pietre l’un l’altro.

I disaccordi di confine tra i tre paesi che condividono la fertile valle di Fergana (Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan) derivano da demarcazioni fatte durante l’era sovietica. Le frontiere tracciate in un’area fortemente montuosa hanno lasciato a diverse comunità un accesso limitato ai loro paesi d’origine. Gli scontri frequenti tra Kirghizistan e il Tagikistan si inseriscono in un’area esplosiva, che vede oltre al conflitto in Ucraina, anche la ripresa degli attacchi tra Azerbaijan e Armenia per il controllo del Nagorno Karabakh.

 

*In copertina un panorama del Tagikistan

Photo by EJ Wolfson on Unsplash

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