DOSSIER UCRAINA

L’invasione russa dell’Ucraina ci porta a rilanciare ciò che da otto anni raccontiamo su quella terra in guerra. In questo speciale potete trovare la nostra scheda conflitto Ucraina in cui si ripercorre la storia della guerra dal 2014, un breve resoconto giornaliero di quello che accade sul campo di battaglia e non solo, oltre a tutti gli articoli realizzati dalla redazione dell’Atlante delle guerre e dai nostri partner.

L’idea è quella di fornire un quadro il più possibile aggiornato che non si limiti al mero racconto dei fatti, ma che indaghi sulle relazioni che si muovono, sui fragili equilibri geopolitici che rischiano di destabilizzare un’intera area, mantenendo sempre alta l’attenzione su chi la guerra la subisce: la popolazione civile.

26 MAGGIO

L’agenzia di stampa TASS, riportando la voce del funzionario di Luhansk Rodion Miroshnik, afferma che circa 8mila prigionieri di guerra ucraini sono detenuti nelle autoproclamate Repubbliche popolari di Luhansk e Donetsk, mentre l’Ucraina avrebbe perso l’accesso al Mar d’Azov.

Intanto il Dipartimento di Stato americano ha affermato che le prove dei crimini di guerra russi in Ucraina continuano ad aumentare. In questa direzione Unione Europea, Stati Uniti e Regno Unito hanno annunciato la creazione dell’Atrocity Crimes Advisory Group, un nuovo meccanismo che ha l’obiettivo di garantire un coordinamento efficiente sulle indagini collegate ai crimini di guerra commessi nel corso dell’aggressione russa. Il gruppo sarà a supporto dell’Ufficio del procuratore generale dell’Ucraina.

23 MAGGIO

La Russia ha affermato che le sue forze controllano il 95% di Luhansk, parte della regione orientale del Donbass. La Federazione si è detta disposta a riprendere i colloqui di pace con l’Ucraina. Intanto i leader di Ucraina e Polonia hanno deciso di istituire un controllo doganale di frontiera congiunto e di lavorare su una compagnia ferroviaria condivisa per facilitare la circolazione delle persone e aumentare le esportazioni ucraine.

22 MAGGIO

Il sindaco ucraino di Mariupol ha avvertito che sta affrontando una “catastrofe” sanitaria e igienico-sanitaria a causa delle sepolture di massa in tutta la città e del guasto dei sistemi fognari. Intanto l’Ucraina ha escluso di accettare un cessate il fuoco con la Russia e ha affermato che Kiev non avrebbe accettato alcun accordo con Mosca che prevedesse la cessione di territorio ma Zelenskyy si è detto pronto a scambiare prigionieri di guerra russi con le sue truppe che si sono arrese all’acciaieria Azovstal a Mariupol.

20 MAGGIO

Il ministero dell’agricoltura ucraino ha annunciato che le esportazioni di grano sono diminuite del 64% finora a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A questo proposito il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha affermato di essere in “intensi contatti” con Russia, Ucraina, Turchia, Stati Uniti e Ue per ripristinare le esportazioni di grano ucraine. Il World Food Program ha avvertito che la guerra in Ucraina ha creato “una crisi senza precedenti” di aumento dei prezzi dei generi alimentari, con 49milioni di persone in 43 paesi che già “bussano alla porta della carestia”. Washington ha annunciato ulteriori 100milioni di dollari in assistenza alla sicurezza all’Ucraina, inclusi artiglieria, radar e altre apparecchiature.

17 MAGGIO

La caduta di Mariupol sembra vicina da quando l’Ucraina ha dichiarato la fine dell’operazione all’impianto di Azovstal, dove erano asserragliati i soldati di Kiev. Mosca sostiene che quasi mille combattenti che si erano rintanati nell’impianto si sono arresi.

16 MAGGIO

L’esercito di Mosca, inoltre, continua gli attacchi aerei su Mariupol, in particolare sull’impianto di Azovstal, mentre i rifugiati di Mariupol hanno raggiunto Zaporizhzhia, controllata dall’Ucraina, in un grande convoglio di auto e furgoni dopo aver aspettato giorni che l’esercito russo permettesse loro di partire. Intanto i ministri degli esteri del G7 hanno promesso di continuare a fornire armi all’Ucraina e isolare la Russia e di impegnarsi per alleviare la carenza di cibo globale causata dalla guerra.

15 MAGGIO

Il governo svedese conferma che il Paese seguirà la Finlandia e farà domanda per l’adesione alla Nato. Il presidente russo Vladimir Putin avverte che le nuove infrastrutture militari in Finlandia e Svezia richiederebbero una risposta da Mosca. Intanto l’Ucraina afferma che le truppe a difesa della regione nord-orientale del paese di Kharkiv hanno respinto le forze di Mosca al confine con la Russia.

12 MAGGIO

Il Consiglio per i Diritti Umani ha approvato a larga maggioranza la proposta di aprire un’inchiesta sul comportamento delle truppe d’invasione russe. Dovrebbe indagare sulle molte violazioni denunciate. In particolare il Consiglio ha approvato con 33 voti favorevoli a 2 la bozza di risoluzione presentata dall’Ucraina per un’indagine sulle presunte violazioni commesse nelle regioni di Kiev, Chernihiv, Kharkiv e Sumy fra la fine di febbraio e marzo.

10 MAGGIO

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres afferma di non prevedere colloqui di pace nell’immediato futuro e avverte che la guerra sta minacciando la sicurezza alimentare globale. Le autorità pro-Mosca nella regione meridionale di Kherson occupata dall’Ucraina affermano di voler chiedere al presidente russo Vladimir Putin di incorporare il territorio in Russia entro la fine di quest’anno.

9 MAGGIO 

Nel suo discorso per il Giorno della Vittoria sul Nazismo Il presidente Vladimir Putin ha raccontato nella Piazza Rossa di Mosca che le truppe russe nell’Ucraina orientale stanno combattendo per la “madrepatria” mentre il Cremlino continua con la sua offensiva nel Donbas. Putin ha anche detto anche che l’invasione di Mosca è stata una mossa preventiva per scongiurare l’aggressione dall’Occidente. Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite che giovedì si svolgerà una sessione speciale per affrontare le presunte violazioni dei diritti umani russi in Ucraina. Più di 50 paesi lunedì hanno appoggiato una richiesta di Kiev. Il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto azioni per aprire i porti ucraini bloccati dalla Russia per consentire le esportazioni e prevenire una crisi alimentare globale. Il presidente del Consiglio europeo ha lamentato che ci sarebbero “silos pieni” di cibo pronto per l’esportazione bloccati nel porto ucraino di Odessa.

7 MAGGIO

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha accettato la prima dichiarazione congiunta dall’inizio della guerra in Ucraina, esprimendo “forte sostegno” agli sforzi del Segretario generale Antonio Guterres per trovare una soluzione pacifica alla crisi. La ong Amnesty International ha affermato che ci sono prove convincenti che le truppe russe avevano commesso crimini di guerra durante l’assalto a Kiev a febbraio e marzo. Mosca ha negato che le sue forze abbiano commesso abusi. Biden ha firmato un pacchetto di assistenza alla sicurezza da 150 milioni di dollari all’Ucraina, fornendo ulteriori munizioni di artiglieria, radar e altre apparecchiature.

6 MAGGIO

La potenza offensiva russa si concentra ancora sulla città di Mariupol, che non si è ancora arresa.  A 70 giorni dall’inizio dell’invasione, i morti accertati erano, tra i civili, 3.800. Di questi, 215 sarebbero bambini, i feriti sarebbero oltre 4mila, con quasi 400 bambini. Nessun progresso sul fronte diplomatico.

4 MAGGIO

Il sindaco di Mariupol afferma che sono in corso pesanti combattimenti nell’acciaieria Azovstal. Il ministero della Difesa ucraino ha riferito che la Russia sta tentando di aumentare il ritmo della sua offensiva nell’Est del paese. Il portavoce Oleksandr Motuzyanyk ha detto in una conferenza stampa che le forze di Mosca avevano condotto quasi 50 raid aerei solo nella giornata di martedì 3 maggio.

2 MAGGIO

Intanto la Transnistria, la regione moldava separatista filo-russa, ha accusato l’Ucraina di far volare un drone carico di bombe e di aver tentato di distruggere gli impianti di trasmissione nella regione. Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto su nuove sanzioni di ritorsione in risposta ad “azioni ostili di alcuni stati stranieri e organizzazioni internazionali”, mentre la diplomazia dell’Unione europea ha affermato che l’Ue sta lavorando a nuove sanzioni contro la Russia che prenderanno di mira l’industria petrolifera di Mosca e altre istituzioni finanziarie.

29 APRILE

Il segretario Onu Antonio Guterres ha incontrato Zelenskyy a Kiev, due giorni dopo l’incontro con Putin a Mosca. Nella prima visita dopo l’invasione del 24 febbraio ha sottolineato la necessità dei “corridoi umanitari”, in particolare per i civili rintanati in un’acciaieria assediata con gli ultimi combattenti a difesa della città portuale sudorientale di Mariupol. Mentre Guterres si trovava a Kiev missili da crociera russi hanno colpito una vicina area residenziale.

28 APRILE

L’esercito russo avanza sempre lentamente, ma inesorabilmente, verso obiettivi che però diventano sempre meno chiari: la conquista del Donbass, altri territori che chiudono l’accesso al mare. L’Ucraina aggredita resiste e tenta di rilanciare, con l’attacco a un deposito di munizioni in Russia e un raid sull’isola dei Serpenti, dove Putin ha piazzato i suoi missili Stena-10. A questo si aggiungono i misteriosi attentati in Transnistria, cioè in Moldavia. Il colloquio tra il Presidente russo Putin e il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres – che deve incontrare anche Zelensky – non ha portato risultati concreti. Il capo del Cremlino è fermo sulla propria posizione: non ci sarà alcun cessate il fuoco, ha spiegato, sino a quando Crimea e Donbass non torneranno alla Russia. Tra i protagonisti resta la Nato, che sembra non credere proprio alla possibilità di un negoziato. I vertici dell’Alleanza Atlantica si sono riuniti a Ramstein in settimana, decidendo di alzare l’asticella dello scontro. Mosca reagisce con violenza: è reale il pericolo di una Terza guerra mondiale perché la Nato sta conducendo, secondo il Cremlino, “una guerra per procura” in Ucraina.

23 APRILE

Alla vigilia della Marcia straordinaria per la pace Perugia-Assisi, che si tiene domenica 24, alcune importanti notizie arrivano nel fosco quadro della guerra Ucraina che entra domani nel secondo mese di conflitto. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, volerà a Mosca la prossima settimana dal presidente russo Vladimir Putin. Il capo del Palazzo di Vetro arriverà nella capitale russa martedì 26 aprile e avrà colloqui anche con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Nei giorni scorsi, Guterres aveva chiesto ai presidenti ucraino Volodymyr Zelensky e Putin di riceverlo.Il Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi sta preparando una visita a Kiev per incontrare il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky mentre il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha avuto una telefonata “franca e diretta” con il presidente russo, Vladimir Putin, durante la quale ha chiesto l’apertura di corridoi umanitari in occasione della Pasqua ortodossa e ha esortato il capo del Cremlino a “impegnarsi direttamente con il presidente ucraino” Volodymyr Zelensky. Sempre sul fronte dei negoziati, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che chiamerà i suoi omologhi di Russia e Ucraina, Putin e Zelensky, per proporre loro di continuare i colloqui di pace con un incontro a livello di leader da tenersi a Istanbul.  Martedì invece, il capo del Pentagono Lloyd Austin ospiterà un incontro con gli alleati per discutere del conflitto in Ucraina nella base militare Usa di Ramstein in Germania. E’ attesa la partecipazione di una ventina di Paesi, non solo della Nato. Lo ha reso noto il portavoce del Pentagono, John Kirby. “L’obiettivo è mettere insieme le parti interessate di tutto il mondo per una serie di incontri sulle ultime necessità militari dell’Ucraina – ha spiegato – per assicurare che la sicurezza e la sovranità dell’Ucraina sia rispettata e sviluppata nel lungo periodo”.

19 APRILE

Le ultime notizie dal fronte della guerra danno per imminente la caduta della città portuale di Mariupol, i cui ultimi difensori -tra cui un contingente del famigerato battaglione Azov- sono asserragliati nelle macerie delle acciaierie Azvostal, come imminente sarebbe anche l’offensiva da parte russa sul fronte del Donbas. Intanto, l’Onu indica in 7 milioni almeno il numero dei rifugiati interni, e in più di 4 milioni quello di coloro che hanno lasciato il Paese. Mentre gli Stati uniti annunciano l’invio di armi al governo di Kiev per 800 milioni di dollari, e l’Europa discute di estendere il blocco alle importazioni dalla Russia  al petrolio (ma non al gas), la Russia reagisce alle sanzioni con una dichiarazione di Putin, che sostiene che la Russia ne esce indenne. E’ vero che il rublo è tornato ai valori prebellici; ma la governatrice della Banca centrale russa Elvira Nabbiulina aveva poco prima dichiarato che, con le sanzioni in atto,  la Russia rischiava il default entro sei mesi. Da parte sua, l’ex presidente russo Medvedev dichiarava che, nel caso ciò accadesse, correrebbe l’identico rischio anche tutto il sistema finanziario europeo, perché imbottito di credito in rubli. 

12 APRILE

Le forze sostenute dalla Russia negano le accuse secondo cui a Mariupol sarebbero state usate armi chimiche mentre il presidente Vladimir Putin incontra il suo omologo bielorusso Alexander Lukashenko.

11 APRILE

Le forze sostenute dalla Russia dichiarano che stanno “intensificando” la loro battaglia contro le truppe ucraine nell’est del paese. Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha rivelato che la Russia non sospenderà la sua offensiva durante i colloqui con l’Ucraina. Intanto il vice primo ministro ucraino Iryna Vereshchuk ha fatto sapere attraverso Telegram che un totale di 4.354 persone sono state evacuate finora dalle città ucraine attraverso corridoi umanitari, di cui 556 da Mariupol.

10 APRILE

Dall’inizio dell’invasione russa, secondo l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, 1.793 civili sono stati uccisi e 2.439 sono stati i feriti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha affermato che il suo Paese deve affrontare una settimana critica perché la Russia si prepara a un nuovo assalto a est. Venerdì a Kiev, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato al leader dell’Ucraina un questionario che segna il primo passo per la domanda di adesione all’Ue. Intanto le previsioni della Banca Mondiale rivelano che la produzione del Pil dell’Ucraina si contrarrà di oltre il 45% quest’anno a causa dell’invasione russa e che la produzione del prodotto interno lordo russo diminuirà di almeno l’11% a causa delle sanzioni punitive: Banca Mondiale. Lunedì 11 aprile il cancelliere austriaco Karl Nehammer incontrerà il presidente russo Vladimir Putin a Mosca: è il primo leader occidentale in visita dopo l’invasione.

8 APRILE

I battaglioni russi stanno bloccando e bombardando la città nord-orientale di Kharkiv. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov afferma che la Russia ha subito “perdite significative” in Ucraina. Gli Stati Uniti invieranno nuovi sistemi d’arma in Ucraina dopo che i ministri degli esteri della Nato hanno deciso di accelerare le consegne di armi. Il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, ha avvertito di una guerra che potrebbe durare mesi o addirittura anni.

7 APRILE

L’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato con 93 voti a favore la richiesta degli Usa di sospendere la Russia dal Consiglio dei diritti umani di Ginevra. 24 i contrari e 58 gli astenuti. Dall’invasione del 24 febbraio, l’Assemblea Generale Onu ha adottato altre due risoluzioni promosse: una denuncia Mosca per l’aggressione (ha ottenuto 141 voti a favore), l’altra è sulla situazione umanitaria (140 i favorevoli). Gli Stati Uniti, inoltre, stanno spingendo affinché la Russia venga espulsa dal forum del gruppo delle 20 maggiori economie (G20) e boicotteranno una serie di riunioni al G20 in Indonesia se si presenteranno funzionari russi. Si intensificano i combattimenti nelle regioni orientali di Kharkiv, Donetsk e Luhansk. Il governo ucraino ha invitato i residenti nell’est del paese ad evacuare. Il capo della NATO Jens Stoltenberg ha affermato che non vi è alcun segno che il presidente russo Vladimir Putin abbia abbandonato “la sua ambizione di controllare l’intera Ucraina”.

6 APRILE

Secondo l’intelligence militare britannica, a Mariupol continuano pesanti combattimenti e attacchi aerei russi, mentre “La situazione umanitaria nella città sta peggiorando”, secondo quanto affermato dal ministero della Difesa ucraino. Intanto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha approvato un trasferimento di 100 milioni di dollari di missili perforanti Javelin all’Ucraina, secondo un funzionario dell’amministrazione. Riguardo ai morti di Bucha, il difensore civico ucraino per i diritti umani ha affermato che tra i 150 e i 300 corpi potrebbero trovarsi in una fossa comune vicino a una chiesa della cittadina. La Russia ha definito le accuse un “mostruoso falso” fatto per denigrare l’esercito russo e l’ambasciatore russo all’Onu ha dichiarato al Consiglio di sicurezza che le truppe russe non prendono di mira i civili. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sfidato le Nazioni Unite ad “agire immediatamente” o “sciogliersi del tutto”.

3 APRILE

L’Ucraina e vari leader europei hanno accusato la Russia di aver massacrato decine di civili a Bucha, una cittadina a nord ovest di Kiev, dalla quale l’esercito del Cremlino si è ritirato venerdì. Un video pubblicato dal ministero della Difesa ucraino mostra una strada con diversi cadaveri e si sostiene che i civili siano stati uccisi “arbitrariamente” e che alcuni di questi avevano le mani legate dietro la schiena. La Russia ha negato il massacro, sostenendo che i video siano falsi e che si tratti di una provocazione degli ucraini per bloccare i negoziati. Il sindaco di Bucha ha riferito che 280 residenti sono stati uccisi dalle forze russe, mentre i combattenti ceceni avevano il controllo della zona. Le informazioni su quanto successo a Bucha e su quante siano le vittime sono ancora parziali. 

1 APRILE

Attaccato con due elicotteri militari di Kiev un deposito petrolifero nella città russa di Belgorod, vicina al confine ucraino. A dirlo il governatore della regione Vyacheslav Gladkov, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters. L’agenzia di stampa russa Tass ha dichiarato che otto sono i serbatoi di petrolio incendiati. Kiev inizialmente ha risposto in modo ambiguo, ma ha poi smentito il suo coinvolgimento diverse ore dopo. Gli Stati Uniti hanno detto di non essere in grado di commentare le accuse mosse contro Kiev. Secondo molti il raid potrebbe segnare un’ulteriore escalation sul terreno e compromettere i negoziati. Si continua intanto a combattere su tutti i fronti: a Chernhiv, dove è stato distrutto l’ospedale oncologico di Chernihiv, e intorno a Kiev.

31 MARZO

Un alto funzionario ucraino ha affermato che Russia e Ucraina riprenderanno i colloqui online il 1 aprile. L’Unicef ha resto noto che fino ad oggi circa la metà dei bambini in Ucraina è stata sradicata: almeno 1,8 milioni sono entrati in altri paesi e altri 2,5 milioni sono sfollati internamente. Secondo l’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina, l’invasione russa ha ucciso 153 bambini e ne ha feriti 245. La maggior parte degli omicidi ha avuto luogo nella regione di Kiev (73), nella regione sudorientale di Donetsk (65) e nella regione orientale di Kharkiv (46).

30 MARZO

Dopo i colloqui a Istanbul, la Russia ha promesso di ridurre le operazioni militari intorno a Kiev e nella città nord-orientale di Chernihiv. Vladimir Medinsky, capo della squadra negoziale russa, afferma però che “questo non è un cessate il fuoco ma questa è la nostra aspirazione, per raggiungere gradualmente un’attenuazione del conflitto almeno su questi fronti”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha ribattuto che non c’è motivo di credere all’annuncio della Russia, visto quello che sta accadendo sul campo. Anche Stati Uniti e Regno Unito hanno espresso scetticismo.

29 MARZO

I negoziati organizzati dalla Turchia e aperti dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, hanno aperto degli spiragli. I dialoghi – i primi dopo il 10 marzo ad Antalya – sono stati descritti come “significativi” dal principale negoziatore russo Vladmir Medinsky e avrebbero spianato la via per un potenziale primo cessate il fuoco, condizione indispensabile per gli ucraini per parlare di Crimea e Sebastopoli.

27 MARZO

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha chiesto nuovamente all’Occidente di inviare nuovo equipaggiamento militare. Il ministro degli Esteri britannico Liz Truss ha affermato che le sanzioni britanniche contro la Russia potrebbero essere revocate se Mosca si impegnasse a un cessate il fuoco completo e ritirasse le sue truppe. Intanto hanno superato i 3,7milioni, le persone fuggite dall’Ucraina dal 24 febbraio: circa il 90% sono donne e bambini, mentre l’Onu stima che altri 6,5milioni di persone siano sfollate. Attesa per martedì 29 marzo la ripresa dei negoziati in Turchia.

25 MARZO

Secondo il ministero della Difesa ucraino dall’inizio della guerra la Russia ha condotto 1.804 raid aerei sull’Ucraina, inclusi 467 missili. I leader della NATO riuniti a Bruxelles hanno annunciato che avrebbero schierato truppe nell’Europa orientale. Sul fronte delle sanzioni il G7 e l’Unione Europea si sono impegnati a bloccare le transazioni che coinvolgono le riserve auree della banca centrale russa per ostacolare qualsiasi tentativo di Mosca di aggirare le sanzioni occidentali.

24 MARZO

A un mese dall’invasione Mosca afferma che la prima fase della sua “operazione militare” in Ucraina è per lo più completata. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea annunciano un nuovo accordo per frenare la dipendenza dell’Europa dal gas russo, mentre il presidente degli Stati Uniti Joe Biden visita la Polonia alla fine del suo viaggio diplomatico in Europa.

21 MARZO

L’Ucraina e i suoi sostenitori occidentali hanno affermato che le forze di terra russe non sono avanzate molto nell’ultima settimana, concentrandosi invece su attacchi di artiglieria e missili, spesso nei centri urbani. Iryna Vereshchuk, vice primo ministro ucraino, ha respinto la richiesta di deporre le armi a Mariupol. Dmytro Zhyvytskyy, governatore di Sumy, ha poi affermato che i villaggi di Novoselytsya e Verkhnya Syrovatka sono stati contaminati da una perdita di ammoniaca in un impianto chimico nella parte nord-orientale della città assediata dalle truppe russe. Sul fronte diplomatico pare che i negoziatori russi e ucraini continueranno con i loro colloqui online lunedì. Per il Cremlino i colloqui di pace non hanno ancora compiuto progressi significativi perché Kiev ha presentato proposte inaccettabili per la Russia. L’Ucraina si è detta disposta a negoziare ma non si arrenderà né accetterà gli ultimatum russi. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden arriva giovedì a Bruxelles per il vertice con i 30 membri della NATO, dell’UE e nel formato del Gruppo dei Sette (G7), incluso il Giappone.

20 MARZO

Il consiglio comunale di Mariupol ha affermato che la Russia ha bombardato una scuola d’arte in cui si erano rifugiati circa 400 persone, mentre la Federazione ha dichiarato che le sue forze hanno sfondato le difese di Mariupol e che si trovano all’interno della città assediata. Il sindaco della città di Chernihiv ha invece dichiarato che decine di civili sono stati uccisi da “colpi di artiglieria indiscriminati” e che un ospedale è stato colpito. Sul fronte diplomatico, dopo che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha avvertito la Cina delle “conseguenze” se avesse fornito supporto materiale allo sforzo bellico della Russia, il ministro degli Esteri Wang Yi ha affermato che Pechino “si è sempre schierata a favore del mantenimento della pace e dell’opposizione alla guerra” e che “il tempo dimostrerà che le affermazioni della Cina sono giuste lato della storia”. Intanto sono oltre 3,3 i milioni di rifugiati fuggiti dall’Ucraina e l’Unhcr ritiene che siano quasi 6,5milioni gli sfollati interni. 

17 MARZO

Dopo i colloqui di ieri pare che i negoziati tra Russia e Ucraina abbiano fatto progressi. Si parla di un “piano di pace” in 15 punti secondo il quale il Paese di Zelenskyy dovrebbe rinunciare a entrare nella Nato e impegnarsi a non ospitare basi militari straniere o armi, in cambio di protezione da Stati Uniti, Regno Unito e Turchia. Da parte sua la Russia si sarebbe detta disposta a raggiungere un compromesso su un modello di “neutralità smilitarizzata, stile Svezia, con un proprio esercito”. Questa ipotesi sarebbe però respinta da Kiev. Secondo il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, alcune formulazioni dell’accordo sono “vicine” a un’intesa, mentre per il suo omologo ucraino, Dmytro Kuleba, la parti “sono lontane dal raggiungere un accordo sulla situazione attuale”.

16 MARZO

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha affermato che le richieste della Russia stavano diventando “più realistiche”. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha affermato di vedere “qualche speranza” per raggiungere un compromesso nei negoziati, mentre il presidente ucraino Zelenskyy ha fatto appello al Congresso degli Stati Uniti per chiedere un maggiore aiuto per respingere l’invasione russa. L’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha dichiarato che il bilancio confermato delle vittime civili è di 691 persone uccise e 1.143 ferite, ma che che le cifre reali erano probabilmente “notevolmente più alte”. Circa tre milioni di persone sono fuggite dall’Ucraina, di cui quasi la metà bambini, secondo l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. Attualmente circa 1,8milioni si trovano in Polonia e circa 300.000 nell’Europa occidentale.

15 MARZO

Circa 6,5miliardi di dollari, la metà del pacchetto di 13,6miliardi di dollari aiuti stanziati oggi dal presidente americano Joe Biden, andranno al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti in modo che possa schierare truppe nella regione e inviare attrezzature di difesa in Ucraina. Intanto è  stata ripristinata la fornitura di elettricità alla centrale nucleare di Chernobyl.

14 MARZO

La Cina “si oppone a qualsiasi discorso o azione tesi a diffondere false informazioni, a distorcere o screditare la sua posizione”. A dirlo è stato Yang Jiechi, responsabile della politica estera del Partito Comunista cinese, nel suo colloquio oggi a Roma con Jake Sullivan, il consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti. Il politico ha poi sottolineato che “è importante, per risolvere il contesto storico della questione ucraina, andare all’origine del problema e rispondere alle preoccupazioni legittime di tutte le parti”.

12 MARZO

Le forze russe arrivano a circa 25km dalla capitale Kiev ed i combattimenti nella periferia nord-orientale della città si intensificano. Anche le città di Kharkiv, Chernihiv, Sumy e Mariupol risultano essere sotto assedio e completamente circondate. 

11 MARZO

L’Unione Europea ha deciso lo stanziamento di altri ulteriori 500milioni di euro per il sostegno militare all’Ucraina. A dirlo l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell dal vertice di Versailles, dove i 27 stati dell’Unione stanno discutendo di difesa collettiva. Il ministro degli Esteri russo, Serghei Shoigu ha invece dichiarato che oltre 16.000 “volontari” da vari Paesi del Medio Oriente hanno espresso la volontà di essere arruolati per combattere nel Donbass con le autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato convocato per discutere le accuse russe a Ucraina e USA, relative all’organizzazione e al mantenimento sul suolo ucraino di laboratori di biosicurezza in cui si sarebbero sviluppate attività biologiche militari. In un’audizione al Consiglio di Sicurezza, l’Alto Rappresentate per il Disarmo ONU, Izumi Nakamitsu, ha però negato la presenza di armi biologiche in Ucraina, rimarcando invece il rischio di incidenti nucleari dovuti ai combattimenti nei pressi delle centrali nucleari civili, rilanciando le raccomandazioni dell’AIEA. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha invece confermato di aver suggerito al Governo ucraino di distruggere secondo i protocolli prestabiliti i patogeni studiati nei propri laboratori biologici per questioni di sanità pubblica, al fine di evitare qualsiasi dispersione ed incidente causabili dai combattimenti. 

10 MARZO

Il summit ad Antalya, in Turchia non ha sbloccato lo stallo ucraino. I Ministri degli affari esteri di Ucraina e Russia si sono sfidati nel primo vero contatto di vertice dopo l’inizio della guerra. Una successo per la Turchia e per il Ministro degli affari esteri Mevlüt Cavusoglu, che hanno mediato l’incontro finito però in un nulla di fatto. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni delle Nazioni Unite dichiara che sono oltre 2,3 milioni le persone fuggite dall’Ucraina verso i paesi confinanti. “Dopo l’orrendo attacco all’ospedale di Mariupol, dove un bambino è morto, la situazione dei 6,5 milioni di minori rimasti nel paese è al limite”. L’allarme arriva da Save the children, che ha dichiarato che “oltre 1 milione” di bambini sono fuggiti nei Paesi limitrofi.”

9 MARZO

Un raid aereo russo ha distrutto un ospedale a Mariupol con reparti maternità e pediatrici. Il Comitato internazionale della Croce Rossa denuncia che nella città ci sono circa 400mila persone assediate da oltre una settimana.  Mancano acqua e riscaldamento e, secondo il team della Croce Rossa, ci sono già adesso risse per il cibo e anche per il carburante. 

7 MARZO 

 Il ministero della Difesa russo ha dichiarato il cessate il fuoco per l’avvio di sei corridoi umanitari in Ucraina. La Russia non si è presentata all”udienza sulla guerra in Ucraina all’Aja presso il tribunale superiore delle Nazioni Unite.

5 MARZO

Si sono svolti colloqui fra il primo ministro israeliano Naftali Bennett e il presidente russo Vladimir Putin. Il segretario di Stato americano Antony Blinken si è recato oggi alla frontiera tra Ucraina e Polonia e ha avuto colloqui con le autorità di Varsavia. Intanto l’esercito russo ha ripreso la sua offensiva a seguito del rinvio dell’evacuazione dei civili da due città del sudest dell’Ucraina, tra cui Mariupol.

1, 2 MARZO

Dopo un sostanziale nulla di fatto nei primi colloqui tra Ucraina e Russia, è previsto per stasera un secondo round di negoziati tra Ucraina e Russia si svolgerà questa sera. Ad oggi, secondo quanto riferisce la Reuters, l’invasione russa in Ucraina ha ucciso più di duemila civili ucraini e distrutto centinaia di strutture tra cui ospedali e asili. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter ha dichiarato che “L’Europa è al fianco di chi ha bisogno di protezione. Tutti coloro che fuggono dalle bombe di Putin sono i benvenuti in Europa. Forniremo protezione a coloro che cercano riparo e aiuteremo coloro che cercano un modo sicuro per tornare a casa”. Intanto Russia e Cina hanno concluso un accordo per la fornitura di gas. Secondo quanto riportato da Bloomberg, nei giorni scorsi, Gazprom ha firmato un contratto per progettare il gasdotto Soyuz Vostok che arriverà in Cina attraverso la Mongolia.

28 FEBBRAIO

Domenica 27 febbraio, secondo quanto dichiarato dall’esercito ucraino, è stato un “momento difficile” per le sue truppe e che le forze russe “continuano a bombardare in quasi tutte le direzioni”. In un post su Facebook lo stato maggiore ha affermato che i membri delle forze di difesa nella base aerea militare di Vasylkiv a sud-ovest di Kiev stavano resistendo all’artiglieria e ad altri attacchi. Il ministero della salute ucraino ha affermato che 352 civili (14 bambini), sono stati uccisi dall’inizio dell’invasione russa. I feriti sarebbero invece 1.684 persone, tra cui 116 bambini. Sempre ieri il presidente russo Vladimir Putin ha messo in allerta le forze nucleari russe, dopo aver riferito che le principali potenze della Nato hanno fatto “dichiarazioni aggressive” mentre imponevano sanzioni finanziarie durissime alla Russia. Questa mattina dovrebbero però iniziare i colloqui tra Ucraina e Russia, mentre dalle 11.15 il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ospiterà una chiamata con alleati e partner per coordinare una risposta unitaria.

27 FEBBRAIO

La Russia ha ordinato al suo esercito di allargare l’offensiva in Ucraina “da tutte le direzioni”. Lo ha annunciato ieri pomeriggio il portavoce del ministero della Difesa di Mosca. Dunque più uomini e più mezzi per tentare di prendere Kiev, la capitale che resiste. Le forze armate russe sono invece entrate a Kharkiv, la seconda principale città ucraina dove tra l’altro è stato colpito da un missile un palazzo di nove piani. Non è l’unica distruzione  visto che gli ucraini stessi stanno stanno facendo saltare siti strategici perché non finiscano un mano russa. Attivissimo il Presidente Zelensky accusato dai russi di non voler trattare (cosa che Kiev smentisce in una guerra che si combatte anche con l’informazione). Non solo sul fronte della guerra interna: se il Cancelliere Olaf Scholz che ha definito l’invasione russa del Paese un “punto di svolta”, Berlino non starà a guardare. Il Governo tedesco ha approvato infatti la consegna di un lotto di armi all’Ucraina e fornirà a Kiev 1.000 armi anticarro e 500 missili terra-aria Stinger dalle sue scorte. Si mobilitano intanto le truppe Nato, comprese quella dell’Italia inviate in Romania.

26 FEBBRAIO 

La capitale ucraina si sveglia circondata dalle truppe della Russia. Mentre Mosca ha reso noto stamani di aver preso di mira infrastrutture militari ucraine con missili da crociera, i suoi soldati hanno ormai circondato la capitale ucraina dove si resiste e in cui il Presidente Zelensjky invita la cittadinanza  a combattere con ogni mezzo contro l’invasore russo che non risparmia i bombardamenti. La Russia intanto ha bloccato ieri con il veto la bozza di risoluzione in Consiglio di Sicurezza Onu – presentata da una serie di Paesi con capofila gli  Usa  – che “deplora l’aggressione di Mosca dell’Ucraina” e chiede il ritiro delle sue truppe.

25 FEBBRAIO 

Putin chiede all’esercito ucraino di “prendere il potere” a Kiev e di rimuovere Zelensky. Il Presidente russo ha detto che ciò favorirebbe le trattative con  Mosca secondo cui l’esercito russo – parole di Putin –  sta combattendo una “banda di drogati e neonazisti”. I russi attaccano l’Ucraina e Kiev da metà settimana.  I combattimenti, in questi giorni, proseguono durissimi. Dopo le prime 24 ore si parlava già di almeno 140 soldati ucraini morti e 300 feriti. I caduti russi sarebbero almeno 800, con perdite pesanti anche in termini di mezzi: 130 veicoli corazzati, 30 carri armati, almeno sette aerei abbattuti.