Diminuisce la tensione tra Serbia e Kosovo

Torna la calma al confine dopo sparatorie, blocchi stradali e le minacce di Belgrado 

I manifestanti serbi hanno accettato di iniziare a rimuovere le barricate e porre fine al blocco delle strade nel nord del Kosovo, lo ha reso noto il Presidente serbo Aleksandar Vucic. Vucic, che ha incontrato i serbi del nord del Kosovo nella città serba di Raska, ha detto che il processo di rimozione delle barricate, che hanno bloccato le strade per 19 giorni, inizierà questa mattina.

La distensione avviene dopo la massima allerta dichiarata per le truppe di sicurezza serbe, mentre si intensificavano le tensioni al confine tra Serbia e Kosovo. Il capo di stato maggiore dell’esercito di Belgrado, Milan Mojsilovic, aveva proposto il dispiegamento di truppe al confine con il Kosovo, rafforzando la presenza militare serba dagli attuali 1.500 soldati ai 5.000. E il ministro dell’Interno serbo Bratislav Gasic aveva affermato di aver “ordinato la piena prontezza al combattimento” della polizia e di altre unità di sicurezza che sono sotto il comando del capo di stato maggiore della difesa, secondo “il loro piano operativo”. Gasic aveva poi aggiunto di agire su ordine del presidente del Paese Aleksandar Vucic, in modo che “tutte le misure siano prese per proteggere il popolo serbo in Kosovo”.

Nelle ultime due settimane sono stati segnalati spari, esplosioni e blocchi stradali, soprattutto nelle Province del nord a maggioranza serba. Un’ultima sparatoria è avvenuta il 25 dicembre vicino al punto in cui i serbi nella regione settentrionale del Kosovo hanno creato blocchi stradali per protestare contro l’arresto di un ex poliziotto serbo.

Lo scontro è avvenuto nei pressi delle truppe della missione Nato Kfor, che ha diffuso una nota: “È importante – si legge – che tutti i soggetti coinvolti evitino qualsiasi retorica o azione che possa causare tensioni e aggravare la situazione. Ci aspettiamo che tutti gli attori si astengano da dimostrazioni di forza provocatorie e cerchino la soluzione migliore per garantire la sicurezza e l’incolumità di tutte le comunità”.

Tra i motivi dell’alta tensione tra i due Paesi c’è ancora una volta la questione delle targhe. Da novembre molti membri della comunità serba del Kosovo hanno lasciato il lavoro (inclusi giudici locali e circa 600 agenti di polizia) per protestare contro il provvedimento che impedisce loro di utilizzare targhe di origine serba.

*In copertina un blocco stradale in Kosovo, fermoimmagine di Euronews

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