Colombia: rivolta contro la riforma tributaria

Almeno due morti negli scontri e il progetto si blocca. Un Paese allo stremo

di Maurizio Sacchi

Vi sarebbero almeno due morti, e un gran numero di feriti in Colombia, a seguito delle manifestazioni e proteste di massa iniziate il 28 aprile, nell’ambito dello sciopero generale dichiarato dalle organizzazioni sindacali per opporei alla riforma fiscale. Il progetto legislativo presentato alla Camera dal presidente Ivan Duque prevedeva un aumento dell’Iva, e soprattutto della base tributaria, ovvero l’estensione verso il basso dell’ obbligo di dichiarazione dei redditi.

Le manifestazioni hanno visto una massiccia partecipazione in tutte le principali città del Paese, e quasi ovunque sono sfociate in violenti scontri con le forze dell’ordine, e in saccheggi, atti di vandalismo e assalto ai bancomat. Dalla capitale Bogotà, dove sono state assaltate le stazioni del sistema di trasporto pubblico Transmilenio, a Medellin, a Cali la rabbia popolare e la violenta reazione della polizia e dei reparti speciali è esplosa, facendo emergere tutte le tensioni accumulate in Colombia dalla crisi sanitaria ed economica che ha colpito soprattutto gli strati più deboli.

Il  Dane, il Dipartimento nazionale di statistica, ha riferito che nel 2020 la percentuale di povertà è aumentata del 19 percento, e interessa ora il  42,4 della popolazione colombiana, da 17,4 milioni di persone nel 2019 a 21 milioni nel 2020. 21 milioni di persone che non hanno le risorse per soddisfare i loro bisogni di base. Non sorprende quindi che la protesta sia esplosa, visto che l’aumento dell’Iva previsto dalla proposta di legge avrebbe colpito anche i beni della “canasta familiar”, il paniere dei prodotti alimentari e di base indispensabili per la sopravvivenza

Il morto identificato a Neiva, capiale dello Huila, e l’altro ancora senza nome di Cali, e la rabbia popolare hanno però dato il risultato di bloccare la riforma tributaria. Lo stesso Ivan Duque ha annunciato cambi radicali alla proposta, ammettendo che le revisioni sarebbero causate dalle proteste. Ma l’ex presidente Cesar Gaviria ha già dichiarato che la legge va ritirata in toto. E il presidente Duque è sotto accusa per aver dichiarato in un twit, cancellato dalla stessa piattaforma Twitter 4 ore dopo, che “le forse dell’ordine hanno il diritto di usare le armi per difendere se stesse e la proprietà” contro i manifestanti.

“Abbiamo visto che sono sorte controversie e preoccupazioni che sono state comprese, le abbiamo sentite, ed è molto importante che come Paese siamo chiari sul fatto che il nostro interesse è proteggere i più vulnerabili e la classe media”, ha detto. La nuova proposta “costruirà consenso e si baserà su preziose proposte avanzate da partiti, organizzazioni della società civile e settore privato”.

Nell’immagine, una foto di Ricardo Arce per Unsplash

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