Il diritto e il delitto di migrazione

di Tommaso Andreatta

Forse non bastano gli abbracci tra papa Francesco e l’Imam in Egitto. Forse non bastano gli accorati appelli del pontefice che si fa capire da tutti. I mondi, quello laico e quello religioso – in primis la Chiesa degli ultimi, quella che con più attenzione osserva cosa sta accadendo sulle rotte della disperazione – sono chiamati in causa. Fra i portatori di questo appello c’è anche il padre comboniano Alex Zanotelli.

Il missionario trentino denuncia la politica anti-migranti dell’Unione Europea ma anche quella del governo Gentiloni. Parla dell’accordo tra Ue e Turchia, quello che finora è costato circa 3 miliardi di euro e che di miliardi ne costerà almeno 6, quello siglato per bloccare i profughi siriani nel sud del pianeta. E non esita a definirlo «criminale», così come quelli stipulati con l’Egitto di al-Sisi e con il Niger per bloccare i migranti sub-sahariani.

«Anche l’Italia, con il governo Renzi ed ora con Gentiloni, ha perseguito la stessa politica del Migration Compact firmando un patto scellerato con la Libia di El Serraj e un altro con i capi “tribali” del Fezzan, per bloccare i migranti dell’Africa nera. Il governo italiano ha fatto altrettanto con il governo del Niger regalandogli 50 milioni di euro. Questa è la politica europea: esternalizzare le frontiere siglando patti con i peggiori dittatori» scrive, inascoltato, sulle pagine di Nigrizia.

E mentre si cerca di capire se l’inchiesta del pm catanese Carmelo Zuccaro farà bene o male al mondo delle Ong (da una parte si dice che sta affondando le Organizzazioni non governative che salvano vite umana e dall’altra c’è chi sostiene che è necessario fare pulizia, eliminando eventuali speculatori) Zanotelli ci parla dei numeri di una politica europea che ha «militarizzato il Mediterraneo trasformandolo in un cimitero (stime dell’Oim parlano di 30 mila migranti sepolti nelle sue acque negli ultimi 15 anni)». Al momento anche i tentativi di Elly Schlein – parlamentare europea (Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici), “relatrice ombra” della proposta di riforma del regolamento di Dublino sull’accoglienza dei richiedenti asilo, sembrano non dare i frutti auspicati.

Zanotelli allora alza il tiro e dice: «Tanti Paesi dell’Ue si rifiutano di accettare la quota di migranti decisa da Bruxelles. L’Unione prevedeva il ricollocamento di 160mila rifugiati ed invece è riuscita a ricollocarne solo 13mila. Bruxelles intende deportare un milione di migranti irregolari entro il 2017. L’Italia ha prontamente risposto con il decreto Orlando-Minniti». Il «pacchetto sicurezza» stabilisce che il rifiuto di riconoscimento dello status di rifugiato da parte della Commissione territoriale non è “reclamabile” se non in Cassazione. Non c’è appello per il rifugiato respinto. Non gli resta che «andare in un Centro Permanente per il Rifugiato (CPR), per poi essere espulso nell’inferno da cui è fuggito».

Citando il Sanctuary Movement (il movimento che offre asilo, rifugio, a chi è ricercato dalla polizia per essere espulso, in quanto clandestino) il padre comboniano ricorda le parole di Francesco: «Sogno un’Europa in cui essere migrante non sia un delitto».

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