Niger: l’anno inizia nel sangue

Due massacri nell’Ovest hanno provocato cento morti. Il Paese resta nella morsa del terrorismo insieme a Mali e Burkina Faso

L’anno si apre con il sangue in Niger. Nel primo fine settimana del 2021 sono infatti avvenuti due massacri nei villaggi del dipartimento di Ouallam, nell’Ovest del Paese, vicino ai confini con Mali e Burkina Faso. Le vittime sono state cento: 70 i morti a Tchombangou e 30 a Zaroumdareye, secondo numeri riferiti dal sindaco del comune di Tondikiwindi.

L’area, a circa 120 chilometri della capitale Niamey, è stata più volte attaccata dai gruppi terroristici attivi in Niger, in Mali, e in Burkina Faso. Pare che il raid sia stato compiuto in segno di vendetta in seguito alla morte di due ricognitori, uccisi dai membri di gruppi di autodifesa. “Un atto di repressione contro la resistenza che le popolazioni hanno dimostrato contro i jihadisti” così, infatti, il ministro dell’Interno nigerino, Alkache Alhada, ha commentato le stragi. Secondo diverse fonti riportate dalla rivista Africa, tutti i granai alimentari dei due villaggi sarebbero stati incendiati dai jihadisti. Secondo le autorità, gli abitanti sopravvissuti all’attacco sono fuggiti in massa verso sud e la città di Mangaizé, a 40 chilometri di distanza.

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I gruppi terroristici sono impegnati nell’area in una guerra di posizionamento in cui vengono regolarmente segnalate battaglie tra fazioni rivali. Spesso i gruppi realizzano gli attacchi irrompendo nei villaggi in moto. Per questo i viaggi su due ruote sono stati vietati a Tillaberi nel tentativo di evitare incursioni.

Il problema sicurezza è evidente anche nella regione Meridionale di Diffa, dove agisce il gruppo radicale nigeriano Boko Haram. Il 13 dicembre 2020, almeno 27 civili erano stati uccisi nel villaggio di Toumour. Il 21 dicembre, sette soldati nigerini sono stati uccisi in un’imboscata a Tillaberi. Secondo le Nazioni Unite, nel 2019 almeno 4mila persone nelle tre nazioni sono morte a causa delle violenze legate ai gruppi armati.

La violenza del primo fine settimana dell’anno è avvenuta proprio il giorno in cui il Niger ha annunciato i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali. L’ex ministro dell’Interno Mohamed Bazoum del Partito per la democrazia e il socialismo è in testa alla votazione con il 39% dei voti e dovrà ora affrontare l’ex presidente Mahamane Ousmane, che ha ottenuto il 17% dei voti. Il ballottaggio si terrà il 21 febbraio, dopo che i risultati del primo turno saranno stati convalidati dalla Corte costituzionale, che valuterà eventuali ricorsi. Gli ex primi ministri Seini Oumarou e Albade Abouba sono arrivati ​​rispettivamente terzo e quarto con l’8,95% e il 7,07% dei voti.

Il presidente del Niger Mahamadou Issoufou si dimette dopo due mandati di cinque anni, il che dovrebbe portare al primo trasferimento di potere nel Paese tra due presidenti democraticamente eletti.

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