Prevenzione alla tortura, se ne parla in Italia

ROMA (settembre 2015) – “In un momento difficile qual è l’attuale crisi migratoria, è estremamente importante garantire che tutti siano trattati bene, indipendentemente dalla loro situazione giuridica,” afferma Hans-Jörg Bannwart, capo delegazione del Sottocomitato delle Nazioni Unite per la prevenzione della tortura (SPT) al termine della sua prima visita in Italia.

La delegazione del Sottocomitato ha presentato le proprie osservazioni preliminari confidenziali al Governo italiano, concludendo una visita di sette giorni tesa a valutare il trattamento e le condizioni di detenzione dei migranti, nonché le garanzie esistenti per la loro protezione dalla tortura e dai maltrattamenti.

La delegazione ha visitato una serie di strutture utilizzate per il trattenimento dei migranti a Roma, Trapani, Pozzallo, Torino e Bari; ha inoltre tenuto colloqui privati e riservati con le persone private della loro libertà. Gli esperti hanno altresì incontrato funzionari del Governo, la commissione Diritti umani del Senato, le organizzazioni internazionali e i rappresentanti della società civile nell’intento di trovare soluzioni che possano rafforzare le azioni messe in campo dalle autorità per prevenire la tortura o altri trattamenti crudeli, disumani e degradanti nel quadro della detenzione dei migranti.

“È importante riconoscere la vulnerabilità dei migranti, specialmente di quelli sottoposti a limitazioni della libertà e a provvedimenti di espulsione. Per questo sono necessarie garanzie appropriate per la loro protezione. Auspichiamo che la nostra visita in Italia contribuisca all’azione del Governo e di altre parti interessate nel far fronte alle condizioni e alle pratiche che potrebbero mettere i migranti a rischio di maltrattamenti”, aggiunge Bannwart.

Il mandato del Sottocomitato per la prevenzione della tortura prevede la realizzazione di visite sul posto e la formulazione di raccomandazioni alle autorità statali al fine di stabilire efficaci garanzie contro il rischio di tortura e maltrattamento nei luoghi di privazione della libertà. Tale mandato deve inoltre essere integrato dalla creazione di un meccanismo di prevenzione nazionale (NPM) indipendente entro un anno dall’adesione dello Stato parte al Protocollo aggiuntivo.

Conformemente alle disposizioni del Protocollo aggiuntivo, il Sottocomitato invierà la propria relazione definitiva e confidenziale al Governo italiano, e auspica di dar seguito al proprio dialogo costruttivo con le autorità in un prossimo futuro.

La delegazione del Sottocomitato per la prevenzione della tortura è composta dai seguenti membri: Hans-Jörg Bannwart (capo delegazione), Malcolm Evans (presidente del Sottocomitato), Paul Lam Shang Leen (vicepresidente del Sottocomitato) e Margarete Osterfeld.

Il Protocollo opzionale sulla prevenzione della tortura, a oggi, è stato ratificato da 80 paesi. Il Sottocomitato per la prevenzione della tortura comunica le proprie raccomandazioni e osservazioni in una relazione confidenziale allo Stato e, laddove necessario, al meccanismo di prevenzione nazionale. Gli Stati parte sono tuttavia incoraggiati a rendere tali relazioni pubblicamente disponibili. Per ulteriori informazioni sul Sottocomitato per la prevenzione della tortura: http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/OPCAT/Pages/OPCATIndex.aspx

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