Migranti, la strategia del ragno

di Andrea Tomasi

«Mi trovo da una settimana ad Agadez (Niger). La situazione sul terreno è veramente difficile. Migliaia di migranti sono parcheggiati in città. Il passaggio verso l’Algeria è ormai chiuso da tempo. Qui, invece, il governo ha attivato l’esercito, la gendarmeria, le guardie e la polizia per bloccare tutte le vie di uscita verso Dirkou e la frontiera con la Libia. Il blocco coinvolge anche i viaggi degli abitanti della zona. I mezzi di trasporto in direzione del deserto sono intercettati e poi confiscati. Gli autisti dei mezzi sono arrestati in virtù di una legge del 2015, fatta approvare dall’Europa, per contrastare la tratta di esseri umani e dei migranti. Si calcolano a centinaia i veicoli confiscati e a decine gli autisti e loro aiutanti arrestati. Non meno di 40 si trovano in prigione». Con queste parole, dalle pagine del Fatto Quotidiano, Mauro Armanino (missionario, dottore in antropologia culturale ed etnologia), racconta in maniera plastica la situazione in Niger: il nuovo muro tra sud e nord del mondo. Thomas Stritz, deputato Cdu, ha detto: è importante per la Germania che il Niger sia stabile. Che metta in opera i mezzi per impedire il transito sul proprio suolo dei migranti in viaggio per l’Europa e la Germania in particolare. Insomma il Niger deve fare muro per evitare il passaggio dei profughi, che puntano al Nord Europa. «Il Sahel – scrive Nigrizia – è un concentrato di polvere da sparo e cocaina: elementi che, assieme ad armi, sigarette e traffico di uomini, mantengono viva la regione». Terra di transito che chi cerca il paradiso. I Paesi attenzionati dall’Ue sono Nigeria, Niger, Senegal, Etiopia e Mali. Il bastone era stato usato con la Libia di Gheddafi. Era il 2011. Da allora è il caos. «La Libia era allora tra i Paesi col più alto indice di sviluppo umano in Africa. Altri tempi, si dirà, e allora scatta la strategia della carota. Si parla di una convenzione da stipulare coi Paesi sopra menzionati». Insomma l’idea è di impedire ai migranti di transitare o riaccoglierli in cambio di soldi, aiuti economici e piani di sviluppo. Il caso Turchia, impegnata a bloccare i flussi, insegna. «È la strategia del ragno che consiste a piazzare la ragnatela dove si trovano le vie d’uscita o di passaggio delle prede, insetti in genere. Si tratta di un sistema che ha fatto le sue prove e dato innegabili garanzie di riuscita» spiega Mauro Armanino. E ancora, su Nigirizia, si legge: «L’Europa dei diritti, a forma di carota, propone aiuti mirati ai Paesi che si comporteranno “bene” (…) Il bastone arriva subito dopo. Chi non mostrerà, in termini chiari e inequivocabili di applicare la convenzione, sarà punito con una drastica restrizione di aiuti e financo gli accordi commerciali saranno rivisti al ribasso». Il messaggio che viene lanciato dalla rivista dei Comboniani è molto chiaro: «L’Europa dei fili spinati, dei controlli esterni e dei salvataggi nel mare, usa e manipola gli aiuti come strumento di ricatto. Soldi in cambio di controllo migratorio». Nigrizia lo scriveva già lo scorso anno: «Il Niger è da tempo oggetto privilegiato di accordi bilaterali e regionali per il controllo del traffico dei migranti. La stessa Commissione europea ha posto il Niger tra i Paesi ritenuti essenziali per la cooperazione nella strategia di contenimento dei passaggi dei migranti. È nel Niger si che si realizzerà un progetto pilota per la costruzione di alcuni centri “polivalenti” in tre luoghi strategici di passaggio. Agadez, Arlit e Diffa, con la fattiva collaborazione dell’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni), l’Alto Commissariato per i Rifugiati e le autorità locali». Il Paese – si dice – è un terra di nessuno o, meglio, terra di chi paga: «È scomparsa la sovranità della difesa nazionale (droni, francesi, americani, formazioni e campi militari). È svenduta la sovranità etica (la fiera umanitaria trova sempre nuovi ambiti per prosperare). Si è smarrita la sovranità popolare (da tempo il popolo è tenuto in ostaggio da una banda di ladri)».

 
http://www.nigrizia.it/notizia/sahel-e-migranti-bastone-e-carota-ue/blog

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/30/cronache-dal-niger-come-leuropa-cattura-i-migranti/3132354/

foto tratta da http://www.nigrizia.it/notizia/i-migranti-come-pretesto

Tags:

Ads

You May Also Like

Professional Photographer of the Year 2011 shortlist announced – Fabio Bucciarelli

Professional Photographer magazine today announced the shortlist for the prestigious, annual Professional Photographer Of ...

La pesca contraria al diritto

L’accordo di pesca tra Unione Europea e Marocco non è applicabile al Sahara Occidentale ...

On the street di Francesco Cavalli

Non ci sono numeri precisi su quanti siano i bambini e i ragazzi che ...